Ultimo giorno utile per il pagamento dell’Imu agricola, l’imposta sui terreni destinati alla lavorazione che ha tenuto banco nelle scorse settimane.

Tra palazzo Chigi, aule di giustizia, decreti approvati e stoppati, a contribuenti e Centri di assistenza fiscale è stato affidato un vero e proprio rompicapo, prima con le scadenze e poi con le modalità di calcolo.

Dapprima, infatti, era stata fissata come data ultima quella del 26 gennaio scorso, in base al decreto dello scorso novembre, che rinviava la data del 10 dicembre abituale.


Poi, come noto, è intervenuto il Tar del Lazio che, a fronte di alcuni esposti presentati da Comuni e associazioni, ha deliberato una doppia sospensiva, una delle quali è decaduta alle porte dello scorso 26 gennaio e l’altra ha vanificato il proprio effetto a seguito dell’intervento riparatore del governo.

Una volta preso atto che il Tar non avrebbe definito la questione prima del prossimo mese di giugno, quando è stata fissata l’udienza definitiva sull’Imu agricola, palazzo Chigi non ha potuto fare altro che ripartire da zero, definendo secondo nuovi criteri i territori esenti e quelli invece sottoposti all’imposta.

In base al decreto 4/2015, è obbligatorio basarsi sui parametri Istat, che sono pubblicati sul portale dello stesso istituto nazionale di statistica. La classificazione operata sui Comuni impone di verificare la classe a cui il singolo ente è stato collegato. Queste le varie categorie:

T – Comune montano (esenzione totale)

P – Comune parzialmente montano (esenzione parziale)

NM – Comune non montano

L’imposta viene calcolata in base alla regolare modalità, partendo dalla tariffa di reddito dominicale in vigore nel catasto per il primo gennaio 2014, rivalutata del 25% e moltiplicata per 75 (coltivatori diretti o Iap) o per 135 (tutti gli altri soggetti).

Sono valide tre le eccezioni in cui viene applicata l’esenzione:

per i terreni collocati in Comuni montani, indipendentemente da chi li possiede;
per i terreni posti in Comuni parzialmente montani solo se posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali;
per i terreni posti in Comuni parzialmente montani, posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (Iap) e concessi in affitto o in comodato a soggetti in possesso delle medesime qualifiche professionali.

Contributi. C’è, poi, anche la possibilità per i contribuenti di vedersi riconosciuto un ulteriore sconto, per i terreni di valore pari o inferiore a 6mila euro in possesso o condotti da coltivatori diretti o agricoli professionali. Così, vengono applicate le seguenti riduzioni:ù

70% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti 6mila euro e fino a 15.500 euro;
50% di quella gravante sulla parte di valore eccedente 15.500 euro e fino a 25.500 euro;
25% di quella gravante sulla parte di valore eccedente 25.500 euro e fino a 32mila euro.

Come versare. L’Imu agricola si paga tramite F24 scrivendo il ccodice 3914, o, in alternativa, con bollettino ci conto corrente postale.

Sanzioni. Per chi ritarda, si applica l’inasprimento del 30%, con possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, che porterà a un taglio sensibile degli interessi di mora, comunque calcolati partendo dallo 0,5% a partire dallo scorso 1 gennaio:

se il versamento viene effettuato entro 30 giorni la sanzione è invece pari al 3% (1/10 del 30%);
se il versamento viene effettuato entro 90 giorni dal medesimo termine la sanzione è pari al 3,33% (1/9 del 30%);
se il versamento viene effettuato entro un anno, la sanzioni è pari a 3.75% (1/8 del 30%).

Vai allo speciale Imu agricola


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