Il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale, sotto forma del nuovo Italicum scaturito dalla conferma del patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Non sono mancati momenti di tensione nel corso della seduta a palazzo Madama tra urla e sospensioni che hanno chiesto più tempo del previsto alla legge per arrivare in porto. Alla fine, l’accordo tra Pd e Forza Italia ha retto e il testo modificato è passato con 184 voti a favore.

La nuova legge elettorale, che ora dovrà tornare alla Camera per ottenere il via libera definitivo, non ha però visto la partecipazione dell’ala sinistra del Pd, con il senatore Miguel Gotor a guidare la fronda dei dissidenti, i quali sono usciti dall’aula poco prima del voto sul progetto di riforma della legge per l’elezione dei rappresentanti alla Camera.


Giova infatti ricordare che l’Italicum varrà esclusivamente per la Camera dei deputati, dal momento che, in base al disegno delle riforme costituzionali già in piedi, il Senato verrà costituito, nella prossima legislatura, esclusivamente da rappresentanti degli enti locali, nelle persone di sindaci e consiglieri regionali. Ovviamente, se venisse confermata la modifica alla Costituzione ancora in cantiere parlamentare.

Gli ultimi emendamenti

Ora, dunque, la legge elettorale sembra vicina al traguardo, sulla base dell’accordo che ha, dapprima sostituito gli oltre 40mila emendamenti con l’ormai arcinoto “super canguro” di Stefano Esposito, senatore del Pd che ha firmato in prima persona il testo che ha riscritto quasi integralmente la legge elettorale.

QUI IL TESTO DELL’EMENDAMENTO ESPOSITO

Quindi, in aula, sono arrivati anche gli altri due emendamenti, che portano il nome di Anna Finocchiaro, data come possibile prossimo presidente della Repubblica. In queste due ulteriori modifiche viene specificato come la soglia per ottenere il premio di maggioranza passerà dal 37% al 40% alla singola lista, e non più alla coalizione. Il “bottino” per il partito che riuscirà a raggiungere una tale soglia sarà quello di ottenere 340 deputati, dunque la maggioranza assoluta a Montecitorio.

Erasmus. C’è, poi, una novità importante, che alle ultime elezioni di febbraio 2013 non venne purtroppo accordata in tempo per consentire agli studenti temporaneamente fuori sede di esprimere il proprio voto. Questa integrazione, che dalla prossima occasione consentirà agli studenti Erasmus di partecipare al voto tramite voto per corrispondenza dalla circoscrizione estero a cui appartengono, è passata con approvazione pressoché unanime dal Senato.


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