E’ il turno del maxi canguro, come è già stato ribattezzato l’emendamento che dovrebbe cancellare in un sol colpo le decine di migliaia di proposte di modifica alla legge elettorale, che hanno fatto capolino in Senato a inizio di questa settimana.

Il firmatario del testo che riscrive la legge elettorale, sulla base del nuovo accordo stretto tra Matteo Renzi e Berlusconi, si chiama Stefano Esposito, è un senatore del Partito democratico e, con ogni probabilità, stabilirà l’inizio di una nuova fase politica.

Come apparso già ieri, infatti, questo passaggio sancisce la rottura forse insanabile tra renziani e minoranza dem, già parecchio critica nel recente passato, tra i vari provvedimenti di Jobs Act e Legge di stabilità.


Ora, con le votazioni per il Quirinale ormai alle porte, la spaccatura con il fronte dei vari Civati, Fassina e Cuperlo sembra ormai insanabile, con il premier che ha preferito assumere una posizione apertamente antagonista verso i propri compagni di partito in disaccordo, anziché rompere la santa alleanza con il Cavaliere.

L’impianto del nuovo Italicum riprende alcune delle caratteristiche emerse a seguito dei numerosi confronti tra i principali leader dei due schieramenti e firmatari del famoso Patto del Nazareno, da cui è partito il feeling tra Renzi e Berlusconi, oggi vivo più che mai.

Saranno venti le circoscrizioni e 100 i collegi plurinominali, con eccezione di Trentino e Val d’Aosta. Verrà concesso un premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei voti, o che prevale al ballottaggio. Due preferenze di sesso diverso che potranno esprimere gli elettori.

Ecco il testo dell’emendamento Esposito

«All’articolo 1, premettere il seguente: «Art. 01. (Elezione della Camera dei deputati).
1. La presente legge, mediante le necessarie modificazioni al testo unico delle norme per l’elezione della Camera dei deputati e le altre disposizioni in diretta correlazione con le medesime modificazioni, stabilisce:: a) le liste dei candidati sono presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell’insieme in 100 collegi plurinominali, fatti salvi i collegi uninominali nelle circoscrizioni Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, per le quali sono previste disposizioni particolari;
b) in ciascuna lista i candidati sono presentati in ordine alternato per sesso, i capolista dello stesso sesso non eccedono il sessanta per cento del totale in ogni circoscrizione, nessuno può essere candidato, in più collegi, neppure di altra circoscrizione, salvo i capolista nel limite di dieci collegi;
c) l’elettore può esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista; d) i seggi sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti;
e) accedono alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazionale, almeno il tre per cento dei voti validi, salvo quanto stabilito ai sensi della lettera a);
f) sono attribuiti comunque 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione;
g) sono proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima, i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze;
h) i collegi elettorali sono determinati con decreto legislativo da emanare entro il termine e secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti dalla presente legge;
i) la Camera dei deputati e’ eletta secondo le disposizioni della presente legge a decorrere dal 1º luglio 2016».

QUI LA SCHEDA ELETTORALE DELL’ITALICUM


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