Giorgio Napolitano e le sue dimissioni: questione di  giorni. Forse, di ore. Oggi, infatti, l’Italia prende congedo dal semestre di presidenza al Consiglio dell’Unione europea e così, anche il Capo dello Stato potrebbe riconsegnare il suo mandato, come annunciato nelle passate settimane e implicitamente confermato dallo stesso Napolitano nel messaggio di fine anno.

A distanza di quasi due anni dalla rielezione, un inedito nella storia dell’Italia repubblicana, dunque, il presidente della Repubblica più longevo di sempre ha deciso di ritirarsi definitivamente dalla vita pubblica.

Stanco e affaticato, si è detto il successore di Carlo Azeglio Ciampi, che arriverà a chiudere il suo mandato alle soglie dei novant’anni, che compirà il prossimo mese di giugno.


Si avvicina così a conclusione il lungo e doppio mandato di cui è stato protagonista, per un incarico ricoperto a partire dal maggio 2006, fino a gennaio 2015. Quasi nove anni, in cui si sono succeduti diversi governi, la più grande recessione del dopoguerra e una fase di instabilità che ancora non accenna a terminare.

Nonostante Napolitano avesse preso la decisione diversi mesi or sono, infatti, ha atteso fino a oggi per traghettare l’Italia al termine del semestre di presidenza, una scadenza che il Capo dello Stato si è imposto per passare il testimone.

Cosa succederà con le dimissioni

Presumibilmente domani, o comunque in settimana, dunque, il presidente della Repubblica rassegnerà le dimissioni, avvalendosi della norma prevista all’articolo 86 della Costituzione.

Napolitano scriverà la lettera di rinuncia all’incarico di proprio pugno, firmandola, e la consegnerà al Segretario generale della Presidenza della Repubblica, che la recapiterà personalmente al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al primo ministro.

Dunque, i primi a ricevere al notizia delle dimissioni di Napolitano, saranno Pietro Grasso, Laura Boldrini e Matteo Renzi. Una volta che saranno ufficiali le dimissioni, sarà la seconda carica dello Stato, e cioè lo steso Grasso in quanto presidente del Senato, a svolgere l’incarico momentaneo di supplente, trasferendosi a palazzo dei Giustiniani. Le veci di Grasso, in quanto maggior rappresentante di palazzo Madama saranno assunte dalla sua “seconda” Valeria Fedeli.

Entro quindici giorni, toccherà invece al presidente della Camera Laura Boldrini indire le elezioni per il nuovo Capo dello Stato, così come avvenuto già nel 2013.

Così si svolgeranno le votazioni al Quirinale


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