Ora è ufficiale: il canone Rai da gennaio 2015 sarà in bolletta elettrica, e non arriverà più a parte. Lo ha dichiarato il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, confermando le voci in circolazione da alcuni giorni circa le modifiche in cantiere alla legge di stabilità 2015. In serata, però, la smentita di palazzo Chigi, che ha negato le parole di Giacomelli.

In queste ore, infatti, si sta chiudendo il cerchio alla Camera intorno alla finanziaria: arrivata nelle passate settimane dopo una partenza stentata, con i dubbi espressi prima dalla Ragioneria di Stato e poi dall’Unione europea, per la legge di bilancio è tempo di sbarcare in aula per il primo voto parlamentare.

Sembra, allora, che l’emendamento volto a introdurre il canone Rai nella bolletta della luce, sarà solo rinviato ma, a fronte delle parole del sottosegretario, non permangono più dubbi su quale sia la volontà del governo: l’abbonamento Rai, una tassa tra le più evase in Italia in senso assoluto, verrà accorpato alla bolletta delle utenze, così da limitare l’evasione.


Almeno, questo è l’auspicio che rimane dietro la decisione di introdurre il canone Rai nella normale utenza dei servizi pubblici, e in particolare di quelli elettrici.

L’appuntamento con l’aula, però, è solo rimandato: visti i tempi piuttosto ristretti alla Camera, infatti, l’emendamento canone Rai dovrebbe arrivare nel prossimo passaggio del Senato, lasciando preventivare un ritorno, in seconda lettura, alla Camera dei deputati entro poche settimane.

Come sarà il nuovo canone

“Vogliamo renderlo effettivo da gennaio dell’anno prossimo – ha dichiarato il sottosegretario – vogliamo recuperare in modo pressoché totale l’evasione. Siamo i primi in Europa per evasione di un canone tra i più bassi del continente”.

Il piano del governo sarebbe quello di non trasferire alcun gettito extra all’azienda radiotelevisiva, ma di abbassare il canone a una quota che dovrebbe aggirarsi tra gli 80 e i 90 euro, dunque sotto la cifra attualmente richiesta.

Non saranno incluse, poi, le seconde case: “Vogliamo evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, in linea di massima verrà escluso”, ha ribadito Giacomelli. Sarebbero allo studio diverse misure per incrociare i parametri del redditomagari calcolati sulla base del nuovo Isee – e legare il canone all’Irpef, anche se il sottosegretario non ha nascosto i propri dubbi su questa modalità di riscossione.

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