Quota 96, l’odissea non è ancora finita. Salta, per orta, l’emendamento correttivo per la pensione in legge di stabilità, ma il governo conferma la disponibilità a occuparsi della questione in tempi brevi, forte anche dei dati Inps che riducono la platea.

E’ di qualche giorno fa, infatti, la comunicazione dell’istituto di previdenza che ha completato la stima dei casi che richiedono protezione speciale per l’uscita dal servizio scolastico in tempi brevi.

A parere dell’istituto guidato dal commissario straordinario Tiziano Treu, infatti, sarebbero “soltanto” duemila, e  non più quattromila, le situazioni che richiedono particolare attenzione per professori, docenti e dipendenti Ata che avessero il 1° settembre 2012 maturato i requisiti per la pensione, salvo, poi, vedere ritirato il diritto alla previdenza per un errore della legge Fornero.


Da allora, molte proposte si sono susseguite, ma nessuna è riuscita a diventare legge, con il risultato che i Quota 96, ormai diventati Quota 101, 103 e oltre, sono ancora al loro posto di lavoro, senza conoscere la data in cui potranno usufruire della propria pensione maturata in decenni di lavoro.

Ultima, in ordine di tempo,a  presentare un’interrogazione al ministero dell’Economia, è stata la senatrice Pd Laura Puppato, che aveva promesso battaglia in legge di stabilità per assicurare la pensione a questa categoria svantaggiata.

Con l’approdo della finanziaria alla commissione Bilancio, poi, si è verificato l’accordo bipartisan tra le varie anime in Parlamento, per una serie di emendamenti che avrebbero dovuto assicurare la pensione a partire dal primo settembre 2015 per i professori Quota 96.

Poi, però, nei giorni scorsi una delle proposte pervenute in commissione è stata respinta, dichiarata non ammissibile nei termini di inserimento delle modifiche alla legge di stabilità. Comunque, il governo ha ribadito l’impegno a trovare le risorse necessarie per mandare in pensione, a questo punto, i soli 2mila professori e Ata che attendono di conoscere il proprio destino.

Ciò, comunque, arriva a seguito della clamorosa sentenza di Salerno, che ha riconosciuto il diritto dei lavoratori Quota 96 ricorrenti a un immediato ingresso nel sistema previdenziale. Rimangono sul tavolo della commissione guidata da Francesco Boccia altri due emendamenti sui Quota 96: per salvare la faccia, la politica è obbligata a fare presto.

Nei prossimi giorni, gli sviluppi decisivi: i Quota 96 attendono con trepidazione di conoscere la data della propria pensione.

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3 COMMENTI

  1. Tutti sanno che per Quota 96 nulla verrà fatto. Si preferisce dare 40 euro al mese agli immigrati clandestini. Ma allora come mai gli interventi di Puppato e della risorta Ghizzoni? Semplice: ci sono le elezioni regionali di Emilia e Calabria e un po’ di propaganda elettorale devono pur frala!!!

    Ma… : NO PENSIONE, NO VOTO!!! Lo avevamo promesso. E noi manteniamo le promesse.

  2. La bocciatura non è niente altro della farsa andata in onda nel mese di agosto scorso.
    La camera aveva approvato l’emendamento per riconoscere un diritto a partire dal
    01/09/ 2014, intervenne il governo ed annullò quell’emendamento affermando che
    alla fine di agosto avrebbe risolto il caso ! Sappiamo come è finito ! Ora addirittura
    NON propone neanche una scadenza a quando interverrà, figuriamoci quale GRANDE
    VOLONTA’ HA DI SBROGLIARE LA MATASSA !…… Mi ripeto: unica soluzione è
    la DENUNCIA ALLA CORTE DEI DIRITTI della UE .

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