La Camera ha approvato questa mattina il maxiemendamento interamente sostitutivo al decreto sblocca Italia, dopo aver ottenuto la fiducia sempre sullo stesso testo, venerdì scorso. Al termine della votazione, i favorevoli sono stati 278, i contrari 161, gli astenuti 7.

Primo esame a Montecitorio superato, pur tra qualche affanno, per il governo Renzi, in queste caldissime settimane che vedono la maggioranza impegnata su più fronti: la legge di stabilità 2015, il Jobs Act, la riforma della giustizia e il ddl costituzionale, oltre a questo contestatissimo provvedimento.

Ora, lo sblocca Italia passa in fretta al Senato, dove andrà convertito in legge a tempo di record, entro il prossimo 10 novembre. Insomma, probabile che il passaggio nelle commissioni sia fulmineo, senza la possibilità di un vero dibattito pur nelle delicatissime questioni presenti.

Il governo, infatti, pur di non rischiare la decadenza del testo, ha infatti intenzione di procedere senza rallentamenti, con una nuova questione di fiducia, che potrebbe provocare qualche nuovo tremolio alla tenuta della maggioranza. Alla Camera, infatti, si sono registrati i primi distinguo di esponenti come Pippo Civati, che hanno annunciato il proprio voto contrario, così come avverrà, molto probabilmente, anche in sede di votazione del Jobs Act.

Al Senato, sarà certamente un nuovo banco di prova per  la tenuta dell’esecutivo, visti i numeri ben più risicati su cui può contare Renzi nell’emiciclio di palazzo Madama. I ogni caso, se le defezioni saranno singoli episodi come per la riforma dle lavoro, la tenuta del governo non dovrebbe essere a rischio.

In ogni caso, a destare polemiche è il contenuto dello sblocca Italia, che ha subito profonde modifiche dal testo inizialmente approvato in Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da più parti, infatti, sindaci, esponenti della società civile e delle associazioni ambientaliste hanno alzato gli scudi contro questo provvedimento, giudicato come un regalo alla lobby del mattone, ai petrolieri e agli affaristi dei termovalorizzatori e del ciclo rifiuti.

Le misure dello sblocca Italia

Iva. Non ci sarà la riduzione dell’Iva al 4% per chi realizza interventi di sristrutturazione, come inizialment eipotizzato in sede di esame del decreto prima dell’approdo in aula. Contestualmente, non crescerà l’Iva al 10% sui nuovi immobili.

Debiti Pa. Ecco la sanatoria per le domande presentate via internet: la Cassa depositi e prestiti dovrà accogliere anche le domande pervenute oltre il limite massimo via internet, “a causa di errori meramente formali relativi alla trasmissione telematica”.

Banda larga. Sarà obbligatoria entro il prossimo luglio 2015. Ogni edificio costruito a partire da quella data, dovrà contenere la predisposizione al collegamento alla fibra ad alta velocità.

Acqua. Obbligo per gli enti locali di partecipare al governo degli Ato. a questi, l’affidamento diretto potrà avvenire solo “a favore di società in possesso dei requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per la gestione cosiddetta in house, partecipate esclusivamente e direttamente da enti locali compresi nell’ambito territoriale ottimale”. Sì agli affidamenti in house – e dunque a eventuali partecipate – per la gestione di opere sul del dissesto idrogeologico, ma viene richiesta specifica competenza.

Genova. Cambiano le regole per gli appalti dopo l’alluvione: il Tar potrà accogliere le sospensive solo “nel caso in cui i requisiti di estrema gravità e urgenza siano ritenuti prevalenti rispetto alle esigenze di incolumità pubblica evidenziate dalla stazione appaltante”. In aggiunta, lo sblocca Italia stabilisce che qualora emergano ricorsi contrari all’aggiudicazione, il contratto potrà essere ugualmente firmato, e non debba essere bloccato, come avviene di norma.

Edilizia. Permesso di costruire convenzionato per i Comuni, ma solo salvo eventuali limitazioni della Regione. Ok alla manutenzione straordinaria tramite la Cil, invece della Scia, ma con ulteriore dichiarazione del tecnico che attesti la compatibilità antisismica dell’intervento. Spariscono le deroghe per la ristrutturazione urbanistica. La destinazione d’uso, viene stabilito,l non potrà in alcun modo aumentare la superficie dell’immobile.

Rue. Torna il regolamento che Comuni, governo, regioni e autonomie locali dovranno approvare in sede di Conferenza unificata al fine di semplificare e uniformare gli adempimenti.

Affitti. Niente da fare per la deduzione del 20% dal reddito dal prezzo di acquisto di un immobile: il bonus torna alle case in affitto invendute alla data di entrata in vigore dello sblocca Italia, soggette a restauro o ristrutturazione, destinati alla locazione per un minimo di otto anni, con possibiltà di interruzione annuale del contratto di locazione per mantenere il benefit.

Scia.  L’amministrazione ha facoltà di ricorrere all’autotutel oltre i termini previsti (60 giorni) per il divieto di prosecuzione degli interventi avviati con una Scia,  qualora sussista pericolo per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.

Bonifiche. Possibili le modifiche a contratti in corsa per le varianti, in caso di bonifica. Sì alla deroga dal patto di stabilità dal valore di sei milioni per ogni anno fino al 2016 – incluso l’attuale – con obbligo di comunicazione al Mef del ricorso alla deroga.

Termovalorizzatori. Entro 90 giorni, sarà stilata la lista degli impianti di interesse naizonale. Quelli indicati, godranno della riduzione della metà dei termini previsti per gli espropri, per la valutazione ambientale e per l’autorizzazione integrata ambientale.

Gas e petrolio. Stop al bonus del 50% delle aliquote di prodotto per i Comuni coinvolti nell’attività di estrazione

Vai al testo approvato dello sblocca Italia

 

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