Primo punto a favore del governo nella difficile partita della riforma della giustizia civile. Il Senato ha votato la fiducia sul provvedimento sostenuto da Renzi e dal ministro Orlando dal titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”.

Con 161 voti a favore, 51 contrari e nessun astenuto, palazzo Madma ha così licenziato il provvedimento del governo sui processi civili, che contiene anche diverse norme su divorzio e negoziazione, una versione ridotta della mediazione civile.

Dopo l’esame della commissione, infatti, il governo aveva presentato in aula un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo approvato in Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 settembre sotto forma del decreto 132.

I punti della riforma della giustizia

Divorzio. Si potrà evitare di ricorrere al giudice ma solo in casi particolari. L’avvocato trasmette all’ufficiale di stato civile del Comune copia autenticata dell’accordo raggiunto, pena una sanzione. Nel maxiemendamento è stato poi introdotto che, prima dell’invio all’ufficiale di stato civile, l’accordo venga trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente il qual comunica agli avvocati il proprio benestare. In presenza di figli minori o maggiorenni con handicap o economicamente insufficienti l’accordo raggiunto va trasmesso entro 10 giorni al procuratore, il quale lo autorizza se conclude che l’accordo vada anche nell’interesse della prole. In caso contrario lo trasmette, entro 5 giorni, al presidente del Tribunale, che fissa, entro i successivi 30 giorni, la comparizione delle parti. Un’ulteriore semplificazione, sempre se non ci siano figli minori o con handicap, consentirà ai coniugi di comparire – senza l’obbligatorietà dei difensori – davanti all’ufficiale di stato civile per concludere un accordo di separazione o scioglimento del matrimonio. Questi può convocare i coniugi non prima di 30 giorni dal ricevimento delle loro dichiarazioni per la conferma dell’accordo. La mancata comparizione equivale ad una mancata conferma dello stesso.

Negoziazione. Possibile chiudere le controversie in anticipo rispetto all’arrivo in aula: uno degli avvocati svolgerà la funzione di raccordo tra le parti, che devono concordare per questa soluzione. Sono esclusi lavoro, previdenza e assistenza sociale. E’ obbligatorio ricorrere alla negoziazione prima di andare dal giudice, per il risarcimento danni da circolazione stradale e le domande di pagamenti di somme entro i 50mila euro. I tempi non possono essere inferiori al singolo mese e superiori a 4. Possibile una proroga massima di ulteriori 60 giorni.

Arbitrato. Si tratta della misura che va a colpire l’arretrato in corte d’Appello, che zavorra i procedimenti civili e i tempi di sentenza. Anche qui, sono esclusi lavoro, previdenza e assistenza sociale. Il giudice trasmette il fascicolo al presidente del Consiglio dell’Ordine forense circondariale per la nomina di uno o più arbitri individuati tra gli avvocati iscritti da almeno 3 anni all’albo, che seguiranno il procedimento. Il lodo ha valore identico alla sentenza.

Magistrati. Molto scalpore hanno suscitato le misure seocnod cui il decreto ridurrebbe le ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni. Forse, più rilevante è la misura che determina il dimezzaento dei termini di sospensione feriale durante i quali Tribunali e Procure lavorano a regime ridotto. Ciò, al fine di assicurare le urgenze e sospendere l’attività ordinaria: così, idall’attuale 1 agosto – 15 settembre si passa al più ridotto 1-31 agosto, inserito nel maxiemendamento.

Credito. L’insolvenza vedrà un incremento del saggio di interesse moratorio all’8,15%. Al via la ricerca online dei beni da pignorare su richiesta del creditore. il presidente del tribunale autorizzerà, in base a questa disposizione, all’accesso alle banche dati di Pa, anagrafe tributaria, archivio dei rapporti finanziari, Pra.

Vai al testo della riforma della giustizia

 


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