Iniziate ufficialmente le elezioni provinciali 2014. Per la prima volta, i consigli delle Province saranno rinnovati non già dal popolo elettorale, ma dagli eletti stessi, che nomineranno i nuovi presidenti e consiglieri.

Si tratta di un cambiamento epocale, che arriva a pochi mesi dalla conversione in legge del ddl Delrio, la riforma contestata che ha abolito le province come organo elettivo, lasciandole, però, in vita per le altre funzioni.

Mentre, infatti, il processo di migrazione delle responsabilità amministrative dell’ente provinciale è ancora indietro e dovrebbe concludersi non prima di fine anno, la riforma entra ora nella fase due, che vede le assemblee provinciali elette da sindaci e consiglieri comunali del territorio su cui la giurisdizione dell’ente continua ad avere effetto.

Ai blocchi di partenza

A rompere gli indugi sono state Bergamo, Lodi, Foggia, Taranto e Vibo Valentia, che ieri hanno rinnovato gli incarichi. Oggi, quindi, tocca a Ferrara: obiettivo, è quello di chiudere le elezioni entro il 12 ottobre, cioè tra meno di due settimane, data entro cui saranno rinnovati i consigli di ben 64 province. Si tratta in gran parte delle amministrazioni che hanno saltato la tornata di maggio, in contemporanea alle europee e comunali: per la prima volta, infatti, le elezioni alle Province non hanno eletto un nuovo consiglio: saranno gli stessi eletti a doverci pensare, in questi giorni.

Si tratta dell’aspetto della riforma che ha attirato più polemiche: se da una parte il governo ha difeso la novità, ricordando i risparmi che derivano da centinaia di eletti in meno che svolgono il mandato senza percepire alcuna indennità, i critici rispondo che i veri sprechi siano rimasti immuni dalla nuova legge.

 

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