In questo articolo, scritto da Umberto Sanna per nanopress.it,  cercheremo di scoprire quali sono le differenze tra auto a metano e GPL. Partiamo da quest ultimo. Le auto GPL fanno parte della categoria bifuel (come quelle a metano) e funzionano quindi con due alimentazioni: benzina e GPL in questo caso. La sigla di tre lettere sta ad indicare Gas Propano Liquido, vale a dire una miscela di idrocarburi che derivano dal petrolio che hanno come ingrediente principale il propano in stato liquido.

Il vantaggio che generalmente si fa apprezzare di più è legato al costo del rifornimento, ben più ridotto quando si fa rifornimento su un’auto a GPL. In effetti il prezzo di questa alimentazione è di gran lunga inferiore a qualsiasi altro tipo di carburante: benzina, gasolio e anche metano. Quindi il GPL risulta il più economico sul mercato. Le vetture a gas propano liquido hanno un rapporto mantenimento per chilometro molto interessante: si arriva ad avere un’autonomia che corrisponde alla metà di un modello esclusivamente alimentato a benzina (se il benzina ha un’autonomia di 1.000 km, il serbatoio di GPL corrisponde a 500 km), una soluzione molto interessante per chi fa tanti chilometri alla guida della sua auto e vuole fare risparmi sul costo del carburante. Un altro fattore positivo è che si le auto alimentate a GPL sono vetture ecologiche, poiché nella creazione di questo carburante vengono separati dal petrolio piombo e benzene, due sostanze tra le più inquinanti e nocive, ben presenti invece in altri carburanti fossili. Si stima che i veicoli a GPL emettano il 20-30% in meno di polveri sottili e il 50% in meno di anidride carbonica nell’aria rispetto alle classiche alimentazioni.

Tuttavia c’è anche un lato meno positivo delle auto a GPL: la resa chilometrica. In effetti, un litro di Gas Propano Liquido vi farà percorrere ¼ di strada in meno di quanto se ne possa percorrere con un litro di benzina. Altro aspetto meno rincuorante è legato alle prestazioni: un veicolo a GPL ha prestazioni al ribasso rispetto ad un benzina o diesel con pari massa e cilindrata, un aspetto che si nota soprattutto in fase di accelerazione. Altro punto a sfavore del GPL è la manutenzione degli impianti (ad esempio la bombola a bordo): è probabile che si verifichino fuoriuscite pericolose, considerando che il GPL ha una densità superiore a quella dell’aria. Il gas che fuoriuscirebbe dalla bombola a bordo non si disperderebbe nell’aria, ma potrebbe formare delle cosiddette sacche che porterebbe a rischi di incidenti pericolosi.

Mentre il GPL dilaga in questi ultimi anni, il metano è invece ben presente da noi e questo sin dal 1930. Il suo periodo di massimo successo si è verificato dal 1973, anno in cui la crisi petrolifera colpì il nostro paese e che spinse molte Case a costruire auto con alimentazione diversa visti i costi stellare del petrolio. Come il GPL, anche per il metano si parla di bifuel (benzina e metano). I vantaggi maggiori di questa alimentazione alternativa GNC (gas naturale compresso) riguardano soprattutto il basso impatto ambientale e il tasso di inquinamento ridotto. Con la vettura a metano si risparmia fino al 60% sui costi di carburante rispetto alla benzina: un chilo di metano equivale a circa un litro di benzina e si percorre in media 1.5 volte la strada che si percorre con la benzina, senza parlare del prezzo di questo carburante pari a 1€/kg. Ma, anche in questo caso, c’è il rovescio della medaglia: il serbatoio extra occupa spazio e questo va ad intaccare sulla capacità di carico del bagagliaio. In più, in Italia ci sono ancora poche stazioni di rifornimento a metano (nemmeno 1.000 in totale). Se partite all’estero, aspettatevi di percorrere molta strana con il motore a benzina visto che in molti paesi (eccetto Svizzera, Germania e Austria) le pompe di metano sono rare. Ultimo ma non da meno l’autonomia del serbatoio a metano non supera i 450 km e questo potrebbe comportare un limite non indifferente.

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