Era ormai certo e, questa volta, il governo non  è venuto meno alla parola data. Venerdì mattina, il ministro Lupi ha annunciato che il decreto sblocca Italia sarebbe approdato in Gazzetta Ufficiale in giornata. E così è stato: venerdì il decreto 133 è uscito dal labirinto dei ministeri ed è già in vigore.

“Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”. Questo è il titolo completo di un provvedimento molto discusso che, già nella sua versione originaria in cui ottenne l’ok del governo lo scorso 29 agosto, pareva completo e pronto per la diffusione pubblica. In realtà, sono state necessarie altre due settimane di gestazione, complicata e nient’affatto scontata, per quanto gli annunci del governo volessero lasciare intendere.

QUI IL TESTO

A quanto si è potuto raccogliere in questi 15 giorni di stand by di un testo dato per completo, sono stati numerosi gli interventi di limatura apportati, in particolare dal ministero delle Infrastrutture – il che spiega l’annuncio di Lupi, quasi liberatorio – per poi lasciare il testo nelle mani della Ragioneria di Stato, la quale ha dovuto certificare la presenza delle coperture necessarie per attuare le misure previste prima di rilasciare la bollinatura. Quindi, la firma di rito del presidente Napolitano per la pubblicazione in Gazzetta.

Quali novità entrano nello sblocca Italia

In toto, sono state messi a disposizione dal governo 3,8 miliardi di euro, che i costruttori hanno giudicato con grande scetticismo ai fini dei propositi del decreto, che punterebbe al rilancio dell’economia.

Opere. Nello specifico, 3,2 miliardi saranno destinati a quei progetti di maggiore difficoltà e importanza, come l’alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina, o per l’apertura di scali aeroportuali di interesse nazionale. I restanti 600 milioni sono riservati a opere di cantierabilità più immediata.

Le scadenze generali delle opere inaugurate con il decreto, hanno come termine ultimo il 2017, con la clausola che, qualora le gare d’appalto dovessero prolungarsi più del dovuto si andrebbe alla riassegnazione dei fondi per ulteriori interventi di realizzazione infrastrutturale.

Lavori domestici. Le novità che riguardano più da vicino i proprietari di case, invece, introducono una riforma molto attesa: d’ora in avanti, basterà una semplice dichiarazione per incominciare i lavori in casa, che non riguardino componenti strutturali dell’immobile. Una novità che dovrebbe accelerare l’avvio degli interventi ed evitare lungaggini burocratiche anche per operazioni di rilevanza marginale.

Per un approfondimento sugli aspetti del decreto collegati all’edilizia, segnaliamo questo approfondimento del sito Ediltecnico.it
QUI IL TESTO DEFINITIVO DELLO SBLOCCA ITALIA 2014

 

L' attribuzione della rendita catastale e la tutela dei cittadini

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Antonio Iovine, 2013, Maggioli Editore

Quest'opera nasce per soddisfare l'accresciuto interesse di cittadini, professionisti e imprese per la verifica della congruità della rendita catastale attribuita dagli Uffici provinciali dell'Agenzia delle Entrate, a seguito della recente introduzione dell'Imposta Municipale Propria (I.M.U.),...




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