Riforma del catasto, si torna alla casella di partenza. A sorpresa, il governo sta pensando di riscrivere il decreto attuativo approvato nei mesi scorsi, e presentarlo nuovamente in Consiglio dei ministri, a distanza di tre mesi dal primo via libera.

Dopo le pressioni esercitate dalle organizzazioni professionali, con le rappresentanze anche di proprietari e inquilini – tutti soggetti all’imposizione contributiva secondo le vigenti disposizioni di legge – il governo, recepite le osservazioni della Camera, si sarebbe convinto a modificare drasticamente il decreto sulle commissioni censuarie.

Si preannuncia, così, un nuovo passaggio del decreto in Consiglio dei ministri settimana prossima, per ricominciare l’iter dopo le numerose critiche piovute dai diretti interessati della revisione catastale.

Cosa cambia nel decreto

Anche se al momento non è circolata nessuna bozza del nuovo decreto, appare certo come la versione definitiva istituirà l’obbligo per le commissioni censuarie di insediarsi entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, prevista per il prossimo primo novembre.

Dunque, entro la fine di ottobre 2015, le commissioni dovranno essere istituite e funzionanti, nel ruolo centrale che la riforma gli prefigge nella primissima fase di impostazione del nuovo catasto.

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Il nuovo testo prevede, poi, come l’incompatibilità degli esponenti degli organi censuari vada ravvisata anche tra i rappresentanti del governo e dei governi locali; allo stesso modo, viene introdotta la possibilità per le commissioni di nominare un numero di membri supplenti di pari quantità a quelli in carica, esclusa la commissione centrale, che avrà l’organico standard di 25 effettivi e 21 sostituti. Tra i membri di quest’ultima commissione, poi, potranno figurare, limitatamente a quelli in rappresentanza di associazioni di categoria del comparto immobiliare, sia docenti che tecnici o professionisti iscritti ad albi o collegi professionali.

Da ultimo, sale a due mesi – sessanta giorni – il margine entro cui le commissioni censuarie locali potranno approvare le funzioni statistiche, nel processo di riforma del catalogo estimi nel catasto.

Tra le proposte che non troveranno spazio nella versione finale del decreto legislativo, la proposta sulla possibilità in capo ai Comuni di chiedere il riesame in merito alle decisioni degli organismi locali sull’elaborazione e la classificazione delle categorie e delle classi delle unità immobiliari. Saltano anche le forme di deflazione del contenzioso.

Sulle richieste effettuate dagli ordini professionali e dal mondo accademico, segnaliamo l’intervista recentissima di Ediltecnico.it all’Ingegner Antonio Iovine, presidente della Commissione Catasto dell’Ordine degli Ingegneri di Roma.

 

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