La chiamano #labuonascuola ma in realtà, una delle maggiori emergenze relative al mondo dell’istruzione, è rimasta fuori dalle linee guida pubblicate ieri dal governo sul portale passodopopasso.italia.it. Si tratta, evidentemente, dei Quota 96 che, dopo un’estate passata sognare la pensione, ora si ritrovano completamente dimenticati dalle politiche sulla scuola.

Eppure, alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da esponenti della maggioranza, in primis il ministro Giannini, avevano lasciato trapelare qualche piccola speranza, in relazione alla riforma dell’educazione pubblica, lanciata con le direttive del sito governativo. Il ministro, infatti, si era lasciata sfuggire un “aspettate e vedrete”, che aveva rinvigorito per qualche giorno gli oltre 4mila dimenticati dal welfare scolastico.

E invece, ieri, l’ennesima doccia fredda di fine estate per professori e dipendenti Ata: dopo essere rimasti fuori dalla riforma Fornero per un errore di calendario, dopo due anni di servizio extra in cui avrebbero dovuto godersi la pensione , soprattutto, dopo le promesse del Parlamento sull’arrivo dei primi assegni a partire da settembre. Una delusione tira l’altra, dunque, per i Quota 96, che ormai sembrano obbligati a doversi rassegnare e considerarsi alla stregua degli altri dipendenti, con i medesimi requisiti per lasciare il proprio lavoro, anche se hanno passato da ormai diverso tempo i 60 anni.

Damiano ultimo ad arrendersi

Come da pronostico, uno dei pochi ancora a difendere la causa dei Quota 96 è l’ex ministro del Lavoro e presidente della relativa Commissione a Montecitorio, Cesare Damiano, già in passato molto attivo sull’altro fronte “caldo” degli esodati. Il parlamentare Pd non ha mancato di sollecitare il governo diretto dal proprio segretario sulla questione dei professori in età pensionabile esclusi dalle coperture“Vogliamo anche ricordare al governo che bisogna risolvere il problema di “Quota 96″ degli insegnanti, per porre rimedio a un errore che ha intrappolato ingiustamente 4mila docenti che non possono andare in pensione pur avendone diritto”.

Ora, l’ultima speranza è rinviata ai provvedimenti che il governo presenterà a realizzazione dei propositi lanciati ieri. Anche se nelle linee guida non è presente nessun riferimento, infatti, non è da escludere a priori che i decreti pubblicati nei prossimi mesi possano contenere qualche misura per i Quota 96. A questo proposito, allora, il pressing di personaggi come Cesare Damiano non può che essere uno dei pochi appigli rimasti ai Quota 96.

Resta, poi, da giocare un’ultima carta, che i Quota 96 stanno prendendo sempre più in considerazione: il ricorso alla Corte costituzionale per i ripristino del diritto negato. Un passo che vedrebbe impegnato in prima linea l’ex magistrato Ferdinando Imposimato, il quale ha già assicurato l’appoggio ai prof obbligati a restare al lavoro.

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1 COOMENTO

  1. Da alcuni giorni sono andati in pensione i colleghi che nel 2011 beneficiavano della 104. Questo va considerato perchè le coperture finanziarie vanno riconsiderate togliendo i pensionati di quest’anno. Quindi invece di 4.000 si dovrà considerare un congruo numero in meno. Non ho i dati ma potrebbero essere almeno 500 persone in meno.
    Aspetto i numeri giusti.
    Saluti a tutti.

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