Saranno solo spettri di ferragosto? O davvero è in arrivo un autunno di lacrime e sangue per svariate categorie sociali e lavorative nel nostro Paese? In questi giorni, a tenere banco è l’ipotesi sul prelievo alle pensioni medio-alte, anche se l’ultima previsione shock per la ripresa dei lavori a settembre riguarda ancora una volta il blocco dei salari agli statali.

Al momento siamo ancora nel campo delle indiscrezioni, ma alcuni segnali fanno presagire che qualcuno, nell’orbita del governo, ci sta davvero pensando: un nuovo stop alla retribuzione dei dipendenti pubblici, che andrebbe a contenere la spesa anche per i prossimi mesi in fatto di occupazione negli enti statali.

Addirittura, la previsione del nuovo freno all’adeguamento degli stipendi degli statali sarebbe estesa fino a due anni, dunque fino al termine del 2016, per una previsione di risparmio alle casse dello Stato pari a 4 o 5 miliardi di euro.

Tutto ruota intorno a quei 16 miliardi che il governo deve raccogliere per raggiungere gli obiettivi di spending review stilati dal commissario ad hoc Carlo Cottarelli, il quale, nelle scorse settimane, ha addirittura minacciato le dimissioni se il governo non dovesse attuare misure urgenti per rientrare nei parametri di spesa definiti dalle sue famose slide.

Il blocco degli stipendi degli statali è realtà ormai dal 2010 e la promessa degli ultimi governi era stata quella del suo riavvio ad inizio 2015. Le ultime, invece, parlano di una proroga allo studio dei tecnici del governo, per consentire un risparmio extra rispetto alle attese, piuttosto basse per la verità viste anche le ultime stime sull’economia. Negli anni scorsi, la mossa ha assicurato un minor esborso per le casse statali di circa 11 miliardi, con il sacrificio richiesto di dipendenti pubblici di veder ridotto del 15% lo stipendio reale in busta.

Non appena si è diffusa la voce di questa nuova, possibile misura autunnale in arrivo con il ritorno nel pieno delle funzioni di governo e Parlamento, la Cgil ha alzato le prime barricate, annunciando su Twitter un’azione immediata in caso arrivino conferme: “C’è da augurarsi che sia una bubbola agostana. Un nuovo blocco biennale dei salari nella #PA sarebbe inaccettabile”, questo il tweet dell’organizzazione sindacale guidata da Susanna Camusso.

A essere colpiti, ovviamente, non sarebbero solo i dipendenti della Pa intesi come gli amministrativi, ma anche le forze dell’ordine. Non stupisce, allora, la pari indignazione dei sindacati autonomi che affermano in una nota: I”L’ipotesi relativa alle intenzioni del governo di voler prorogare per altri due anni il blocco delle retribuzioni è inaccettabile, pericolosa e ridicola. Soprattutto, cozza in maniera fragorosa con le roboanti dichiarazioni che i titolari del Viminale e della Difesa hanno rilasciato nelle settimane scorse.


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