Novità in arrivo per i Comuni italiani: dopo il grande caos che ha attraversato le settimane calde della Tasi, pare che il governo sia orientato a concedere due proroghe fondamentali per la gestione degli enti nei prossimi mesi. Destinatari del provvedimento, bilanci comunali e centrali uniche di committenza: proprio le due tagliole che sembravano pronte ad abbattersi sulle amministrazioni locali, potrebbero vedere prorogato il proprio termine.

Se tutto venisse confermato, per i Comuni arriverebbe un po’ di respiro dalla normativa stringente, così come richiesto dalla stessa Anci che, se per le centrali uniche ha sollevato il problema con il rischio di blocco degli appalti, sulla presentazione dei bilanci di previsione per l’anno in corso non ha fatto mistero di gradire un’eventuale proroga, magari successiva alla pausa estiva del Parlamento, ormai all’orizzonte.

Il termine ultimo per i bilanci dei Comuni, infatti, è ancora fermo al 31 luglio per tutti, ivi inclusi anche quelli che il 25 maggio hanno rinnovato consiglio e giunta. Naturalmente, per le amministrazioni di fresco insediamento, il termine di fine mese è troppo vicino per poter elaborare un bilancio completo di tutte le voci.

In aggiunta, il caos Tasi ha suscitato non pochi problemi, sia dove le aliquote sono state approvate, sia in quei Comuni in cui è stata concessa la proroga dell’acconto al prossimo ottobre. In queste località, poi, il termine per le delibere della nuova aliquota è stabilito al 10 settembre, dunque incompatibile con la scadenza attuale per i rendiconti, mentre si attende ancora l’erogazione dei fondi a parziale copertura del mancato gettito di giugno.

A complicare ulteriormente le cose, poi, devono ancora essere ripartiti i tagli del decreto Irpef come risultante della spending review interna su beni e servizi, così come gli effetti della rimodulazione Imu sui terreni agricoli.

Venendo, invece, al fronte delle centrali uniche di committenza, che il recente decreto sulla Pubblica amministrazione rende uniche per i Comuni non capoluogo, i quali sono anche obbligati a ricorrere al MePa tramite Consip, l’orientamento sembra quello di rinviare il tutto a fine anno, per mezzo di un emendamento alla riforma PA, il cui limite per la consegna scade proprio oggi.

 


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1 COOMENTO

  1. “Aboliamo le province!” “Aboliamo le province!” “Aboliamo le province!”
    E poi affidano proprio alle province il compito di fare le centrali di committenza per gli appalti dei comuni non capoluogo. Capoluogo de che?
    Pagliacci.

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