Come annunciato nei giorni scorsi, il governo ha presentato in Consiglio dei ministri la riforma della giustizia secondo le direttive del premier Matteo Renzi e del Guardasigilli Andrea Orlando. In realtà, però, non si tratta di un atto di legge compiuto e licenziato dal Cdm, ma di linee guida che andranno, poi, a costituire il futuro intervento normativo.

Indicativamente, ha spiegato il premier nella conferenza immediatamente successiva all’assemblea governativa dove è arrivato il via libera al progetto di riforma dell’apparato giudiziario, entro la fine dell’estate il disegno dovrà essere completato. A tal proposito, verrà aperta per due mesi una pubblica consultazione per raccogliere osservazioni, segnalazioni e anche rimostranze da parte degli operatori e dei cittadini.

Le linee guida della riforma della giustizia di Matteo Renzi si articolano in dodici punti, presentati, come di consueto, da parte del governo, tramite le slide esemplificative, che hanno portato fortuna al presidente del Consiglio nell’occasione dei famosi 80 euro in busta paga, all’origine del clamoroso successo elettorale alle europee dello scorso 25 maggio.

Giustizia

Processo civile

La durata massima del primo grado di giudizio nei tribunali civili non potrà andare oltre l’anno solare. “Il primo settembre approveremo il ddl in materia – ha assicurato il premier – e allora partirà l’operazione mille giorni, al termine dei quali sarà attivo il processo civile di durata massima di un anno”

All’ordine del giorno, quando si tratta di aule di giustizia civili, sempre l’enorme arretrato che rallenta la macchina dei tribunali: al momento, le cause ancora in attesa di sentenza ammontano a un cumulo di 5 milioni nei vari gradi di giudizio. Come primo step, verrà convertita la legge sul divorzio breve, che finirà per snellire significativamente le pratiche giudiziarie in materia di separazione: per i divorzi consensuali, infatti, il ricorso al giudice non sarà più necessario. C’è, poi, l’idea di istituire una sorta di via preferenziale a imprese e famiglie che chiedono giustizia in tempi rapidi.

Consiglio superiore della magistratura

Stop agli avanzamenti di carriera in base all’appartenenza dei giudici a questa o quella corrente, e un maggior impulso alle promozioni per meriti guadagnati sul campo. Allo studio anche un rinnovamento dei procedimenti disciplinari, in particolare per affidarli a chi non si trovi coinvolto anche nel nomine di rilievo negli uffici giudiziari. “Separare le funzioni amministrative e quelle contabili” questo l’obiettivo dichiarato dal ministro Orlando.

Responsabilità civile

Sul tema che, nelle scorse settimane, ha visto la maggioranza andare sotto alla Camera su un emendamento presentato dalla Lega nord, il governo non intende introdurre una responsabilità diretta dei magistrati come richiesto nel correttivo in questione, ma preferisce adottare una linea più europea, con revisione dei meccanismi di rivalsa dello Stato e di filtro.

Falso in bilancio

Torneranno reati, o vedranno le pene inasprite, le condotte imputabili a falso in bilancio e autoriciclaggio. Queste misure si iscrivono nella generale intenzione del governo di combattere le criminalità economica.

Prescrizione

Ancora non ci sono indicazioni precise su quali saranno le modifiche che interesseranno l’istituto della non punibilità per trascorsi limiti di tempo, ma il premier Renzi ha ribadito che asi tratta di “una questione di civiltà”. Si punta ad accelerare lo svolgimento anche dei processi penali.

Intercettazioni

Il governo vuole avviare un confronto con il mondo dell’informazione, per restringere le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni ambientali e telefoniche, le quali, comunque, non subiranno limitazioni a finalità investigative. Scopo ultimo, ha spiegato Orlando è quello di “costruire un sistema che non pregiudichi le indagini, non impedisca l’utilizzo delle intercettazioni per le indagini ma tuteli di più chi in qualche modo è coinvolto indirettamente o semplicemente con vicende che non hanno direttamente attinenza penale”.

Giustizia digitale

Dopo la partenza del processo civile telematico, avvenuta proprio ieri, il governo intende spingere sull’acceleratore della trasformazione digitale degli uffici giudiziari. Ciò, però, non potrà precludere a un incremento degli organici sul fronte amministrativo, punto imprescindibile nelle parole del Guardasigilli.

 


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