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Consiglio dei ministri, grande attesa per la riforma della giustizia. Se non ci saranno ripensamenti, lunedì 30 dovrebbe arrivare a palazzo Chigi il disegno di legge per la revisione dell’ordinamento giudiziario, secondo il piano del neoministro della Giustizia Andrea Orlando.

A meno di un anno dal varo della riforma del processo civile voluta con grande forza dall’ex premier Enrico Letta e dall’ex Guardasigilli Anna Maria Cancellieri, il governo presenta un nuovo provvedimento volto a ridisegnare l’assetto del sistema giustizia italiano.

Oltretutto, il testo è stato scritto nei giorni immediatamente successivi all’esplosione degli scandali Mose ed Expo 2015, e non a caso le indiscrezioni sia attende uno dei capitoli più corposi in fatto di lotta alla corruzione, oltre al già avvenuto conferimento dei poteri di controllo all’Anac guidata da Raffaele Cantone. Un passaggio di consegne, si ricorderà, deciso nelle scorse, concitate settimane.

Secondo le anticipazioni, il governo dovrebbe presentare un disegno di legge che al suo interno contenga le norme per l’autoriciclaggio, e, insieme, il ritorno del falso in bilancio, che dovrebbe vedere la pena riportata a 5 anni. Ancora in atto, invece, discussioni sulla necessità o meno della querela di parte per avviare l’iter sanzionatorio.

Altro tema caldissimo, senza dubbio, nell’orbita dei tribunali, è quello della responsabilità civile dei giudici, che, di recente, ha visto il governo andare incredibilmente in minoranza alla Camera su un ordine del giorno proposto dalla Lega Nord. Un fatto che non aveva mancato di suscitare aspre polemiche, soprattutto nella parte più sensibile a questi argomenti del Partito democratico. In tal senso, sembra che il governo non intenda indietreggiare sulla responsabilità indiretta dei pubblici ministeri e giudici, ripescando, però, dalla riforma Letta e da quella Severino, ancora precedente, il filtro di ammissibilità per i ricorsi, ritenuto troppo rigido.

C’è, infine, il processo civile, da rilanciare in vista dell’imminente attivazione del processo civile telematico, prevista per lunedì (ma solo per i nuovi casi giudiziari). A questo proposito, si attendono le conclusioni della commissione ad hoc sulla giustizia civile predisposta dal Guardasigilli in carica.

 


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5 COMMENTI

  1. index

    Dopo aver perso sia la verginità che la testa, giustizia era scomparsa. Secondo alcuni era diventata una stella del cielo.

    Partito per ritrovarla, dopo aver dapprima chiesto alla Pm Maria Esposito ed al Dott. Vittorio Masia della Procura di Bergamo e di seguito al tribunale Civile di Bergamo, alla giudice Monica Bertoncini, inutilmente, mi rivolsi ai giudici della corte di appello di Brescia Antonio Matano, Antonella Nuovo. Fu tutto inutile. Decisi allora di ripartire dall’inizio, dal momento in cui era scomparsa a causa dell’autorità giudiziaria che l’aveva in custodia. Chiesi al Pm Maria Esposito, al gip Giovanni Petillo, sollecitai il procuratore Francesco Dettori, invano. A Bergamo nessuno sapeva e neppure la cercavano. Eppure mi era stato detto che erano stati nominati suoi custodi.

    Giunto alla cittadella della giustizia a Brescia, dove credevo Giustizia, fosse di casa, chiesi al Pm Ambrogio Cassiani. Non sapeva nulla. Insistetti,. Mi rispose che aveva altro da fare e non era il caso. Mi rivolsi allora al procuratore nazionale antimafia Dell’osso, diventato procuratore di Brescia. Gli domandai: lei sa dove sia andata Giustizia?

    Mi fece rispondere da Burocrazia: ci vuole tempo.

    Ora attendo la sua risposta.

    Vi racconterò.

    Per il momento credo siano preoccupati dal Deus Renzi che propone di intervenire nel loro mondo.

    adriano53s@hotmail.com

  2. Mi piacerebbe sapere se l’eventuale riduzione della durata del processo sarà
    obbligatoria (anche per i presidenti) dei tribunale e delle Corte d’Appello, o rimarrà discrezionale, nel caso che mi riguarda, dopo quarant’anni di processi (circa venti) tra civili e amministrativi, sempre per lo stesso esproprio illegittimo, la corte d’appello di CZ ha fissato la prima udienza nel 2015, a distanza di 5 (cinque) anni dall’appello proprosto dal comune (nel 2010) in opposizione alla sentenza di primo grado che ha determinato il pagamento.
    guido

  3. Mi pare di avere già espresso la mia opinione su questa tema. La ribellione dei giudici sulla responsabilità civile e sulla disorganizzazione della giustizia è ingiustificata ed anche provocatoria nei confronti della funzione pubblica che risponde direttamente degli errori e dei danni. Si fa un gran parlare su: dolo o colpa grave, ma non si affronta l’argomento dell’errore per la cosiddetta culpa lieve,( imperizia, negligenza e ignoranza). Questo é invece l’aspetto più diffuso che ritroviamo nei comportamenti e nelle decisioni. Perché non si rivede la condizione dell’inamovibilità ? A quale gallina bianca è riconosciuto questo privilegio ? Ordunque finiamola con l’arroganza di casta e diveniamo seri tutti. Chi lavora nel pubblico deve essere capace e preparato e in questo caso non avrà timore di assumere le decisioni in nome e per conto del popolo italiano. Altra cosa invece è se il magistrato si sente indeciso o sensibile ad influenze esterne. Il popolo italiano ha bisogno di professionisti sicuri, ma soprattutto affrancati da qualsiasi sollecitazione. Per quanto riguarda l’organizzazione della giustizia, questa è solo responsabilità di chi opera. Non è possibile tollerare la presenza di personale destinato solo a fare fotocopie e a mettere il pubblico in fila per ore ed ore per una semplice fotocopia che potrebbe essere inviata per posta cert., almeno agli avvocati. E’ il costo di questo tempo che ha inginocchiato il nostro sistema economico.. Qualcuno vada a controllare cosa accade presso gli uffici del giudice tutelare a Roma e si renderà conto dello stato in cui si trova la giustizia. Il sistema organizzato è una vergogna giudiziaria di cui nessuno risponde nè il Dirigente e nè i magistrati applicati. Non è forse questa condizione di rimozione immediata? Un funzionario responsabile si dimetterebbe, invece continua ad occupare in quel posto, a lamentarsi e scaricare le colpe disorganizzative sullo Stato e a percepire il ricco e immeritato stipendio.

  4. Io riformo…ergo sum. Il tentativo di passare alla storia, in modo da dare un senso al parafrasato assioma cartesiano, operato dalla classe politica dirigente di turno consolida l’orientamento inaugurato tanti anni fa di caricare sull’Avvocato gli alleggerimenti dell’apparato amministrativo. Io non credo che il pct snellirà il processo civile anche perchè la pretesa delle copie degli atti in forma cartacea, ” di cortesia “, finirà per appesantire le incombenze dello studio,alleggerendone le casse già ” saccheggiate” dai costi gestione. In più, sulla scia di quanto da anni si verifica, l’Avvocato non avrà nessuna comprensione per eventuali errori di trasmissione degli atti, perchè ciò produrrà, con le conseguenti dichiarazioni di decadenze e /o di inammisssibilità,la tanto auspicata deflazione del contenzioso : tanto, i profili di responsabilità non riguardano il Legislatore ed i suoi ispiratori ( anzi, ciò renderebbe sempre più necessaria una copertura assicurativa…).

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