Riforma della PA, siamo alle battute decisive. Entro domani, dovrebbe vedere la luce il disegno di legge che andrà a modificare l’assetto della pubblica amministrazione in Italia, secondo il disegno del presidente del Consigio Matteo Renzi e del ministro per la Funzione pubblica Marianna Madia. Previsto, infatti, il tavolo ufficiale in cui il governo dovrà incontrare le sigle sindacali.

Da alcune settimane, in seguito all’annuncio proprio del ministro sull’incombenza di una proposta di legge in materia PA, si aggirano voci sulle possibili novità che potrebbero interessare il progetto di rivoluzione del settore pubblico sotto la guida del governo.

Da subito, è apparso chiaro, come ha confermato del resto la stessa Madia in più occasioni, che al centro delle attenzioni dell’esecutivo fossero proprio gli organici degli enti pubblici, in particolare per porre rimedio a quella che è stata dipinta come la “Pa più vecchia d’Europa”. Molto accese le polemiche in fatto di esuberi, o dei possibili esoneri dal servizio. 

Ieri, dopo un confronto tra le organizzazioni di rappresentanza, sono arrivate infine le proposte di legge avanzate dai sindacati:

100mila nuove assunzioni di giovani nell’arco di quattro anni

blocco del turnover dei dirigenti

pensionamento dei dipendenti che svolgono mansioni usuranti (come infermieri o insegnanti)

A partecipare all’incontro di oggi, Fp Cgil, Cisl Fp, UilFpl e Uil Pa, tutti contemporaneamente al cospetto del ministro della Funzione Pubblica. Tutto ciò, a 24 ore dal varo della riforma in Consiglio dei ministri, annunciato ufficialmente per domani 13 giugno.

Un aspetto che ha indispettito e non poco i sindacati, i quali hanno più volte chiesto un confronto reale sulla riforma Renzi-Madia, chiedendo un impegno maggiore in fatto di assunzioni, dal momento che i neo assunti sono molto meno costosi dei vecchi dipendenti ancora in servizio.

“Occorre fare il blocco del turn over dei dirigenti, in modo che per ogni dirigente si possono ipotizzare 10 nuove assunzioni”, hanno osservato i sindacati presentando le proposte al ministro Madia, anche in ragione delle 400mila uscite negli ultimi dieci anni.


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5 COMMENTI

  1. Sig.ra Rossi,
    il “danno erariale” non è un reato! nessuno può essere condannato per danno erariale.
    Al massimo può essere condannato a risarcire lo Stato del danno erariale.
    insomma, è una voce di danno, come può essere in risarcimento del danno parentale in caso di omicidio di un famigliare (a titolo di esempio).
    E comunque, se una persona è imputata non ancora è condannata.
    Quindi nessuno, condannato per un qualsivoglia reato, “corre il rischio” di essere imputato; per il semplice fatto che sei prima imputato e poi, eventualmente, condannato.

  2. Sig.ra Rossi,
    il “danno erariale” non è un reato! nessuno può essere condannato per danno erariale.
    Al massimo può essere condannato a risarcire lo Stato per danno erariale.
    insomma, è una voce di danno, come può essere in risarcimento del danno parentale in caso di omicidio di un famigliare (a titolo di esempio).
    E comunque, se una persona è imputata non ancora è condannata.
    Quindi nessuno, condannato per un qualsivoglia reato, “corre il rischio” di essere imputato; per il semplice fatto che sei prima imputato e poi, eventualmente, condannato.

  3. Mi piacerebbe che il Magistrato anticorruzione visionasse la Riforma della PA e valutasse cosa significa togliere la responsabiliutà per danno erariale.

  4. E’ da corrotti lasciar passare un Disegno di legge della PA che toglie il danno erariale ovvero lil reato di truffa ai danni dello Stato.Forse perché Renzi, condannato per danno erariale, corre il rischio di essere imputato per quel reato?

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