Bonus 80 euro, forse c’è stato un errore. Vizio non da poco, quello messo in luce dai tecnici della Camera, secondo cui la platea dei soggetti  che godono del bonus fiscale concesso da Renzi sarebbe aggiornata al 2011.

Dunque, seconda bocciatura su due analisi svolte dai ragionieri del Parlamento. Prima, erano stati i tecnici del Senato a riconoscere come il bonus contenuto nel decreto Irpef fosse sprovvisto delle adeguate coperture per il regolare riconoscimento in busta paga e, soprattutto, per la sua conferma anche aldilà del 31 dicembre 2014.

Ora, con il maxiemendamento approdato a Montecitorio in attesa della definitiva conversione in legge, tocca ai ragionieri della Camera puntare il dito contro il bonus più chiacchieratto dell’anno.


Come noto, il beneficio è concesso a lavoratori dipendenti al di sotto dei 24mila euro lordi di reddito annuo, con entità a scalare fino a 26mila quando finisce per azzerarsi.

Nelle scorse settimane, poi, una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha allargato la platea anche a lavoratori in stato di mobilità e di cassa integrazione, fermo restando precise condizioni calcolate adeguatamente dai sostituti d’imposta. QUI LE ISTRUZIONI PER IL RICONOSCIMENTO

A questo punto, manca solo l’ok dei rappresentanti della Camera dei deputati per tradurre in legge il benefit fiscale, che moltissimi lavoratori hanno già intascato nella busta paga del mese di maggio.

Peccato, però, che il Servizio bilancio di Montecitorio abbia riscontrato un difetto nella relazione tecnica elaborata dal governo in merito al decreto Irpef. In particolare, segnalano i tecnici, la simulazione sarebbe stata svolta in base ai redditi 2011 e non quelli dell’anno in corso. “Ciò in considerazione del fatto – rileva il servizio – che la platea dei soggetti interessati potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto numerico sia, per altro verso, dal punto di vista del reddito di riferimento realizzato da ciascun soggetto”.

La segnalazione di Montecitorio arriva dopo la bocciatura della Corte dei conti, che ha riscontrato la non organicità delle misure adottate dal governo per contrastare la coda della crisi economica. Insomma, il bonus di 80 euro in busta paga di Renzi avrà incontrato il plauso degli elettori, ma la stroncatura dei servizi di bilancio delle istituzioni è unanime.

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5 COMMENTI

  1. Sono titolare di assegno di invaldità pensionabile – cat. IO – unica mia fonte di reddito e non ho beneficiato delle 80 euro del bonus fiscale. Non supero i limiti reddituali previsti dal decreto legge, vorrei sapere perchè non l’ho ricevuto. Grazie per l’attenzione.
    CLARA PATRONE

  2. pure io sono in mobilità e non ho preso gli 80 euro …forse è un altra bufala di renzi e soci

  3. Non condivido l’assunto dei tecnici della camera sulle modalità di assunzione del bonus fiscale e della misura assegnata tenuto conto del reddito individuale del dipendente, atteso che, le Amministrazioni statali hanno pagato il bonus sulla base dei redditi del 2013.
    Tale condizione “istruttoria” ha prodotto delle notevoli differenza, tra lavoratori, nella misura di erogazione del citato bonus.
    Anche la seconda eccezione sulle coperture finanziarie risulta palesemente infondata posto che’
    la gran parte dei lavoratori che hanno beneficiato del bonus, si troveranno nella condizione di debito rispetto al conguaglio Irpef, non avendo nessuna possibilità di far valere ulteriori detrazioni d’imposta prima possibili con il risultato che di fatto è stato rateizzato il credito Irpef scaturente dalla dichiarazione dei Redditi.
    Per quanto sopra si ritiene che nulla è innovato in termini economici rispetto a prima, si tratta ad avviso dello scrivente di una manovra a sfondo politico illusoria e deprimente delle condizioni economiche e sociali in cui attualmente versa tutto il mondo lavorativo.

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