Approvato ieri in Senato il decreto Irpef, quello che comprende gli 80 euro di bonus in busta paga promessi da Matteo Renzi ed erogati in prima battuta con lo stipendio del mese di maggio.

I senatori hanno detto sì alla questione di fiducia posta dal governo al maxiemendamento approvato in Commissione, con 159 voti a favore, 112 contrari e zero astenuti.

Così, il provvedimento più discusso del giovane governo di Matteo Renzi passa alla Camera, dove andrà approvato nell’arco di breve tempo per scongiurare la decadenza del testo.


Le ultimissime modifiche hanno incluso nel decreto anche la proroga al 16 ottobre del pagamento della Tasi 2014 per i Comuni dove non sia stata deliberata l’aliquota per la base imponibile.

A questo proposito, invitiamo alla lettura per esteso dell’emendamento ad hoc sul rinvio della tassa sulla casa, che andrà a colpire proprietari e inquilini.

Quindi, è sparito al fotofinish, prima dell’approdo in aula, l’allargamento dei beneficiari degli 80 euro alle famiglie numerose monoreddito: per queste, ha comunque assicurato la maggioranza, si dovrebbero trovare i fondi nella prossima legge di stabilità e c’è da supporre, di questo passo, che, se sarà attivato, il benefit arriverà solo nel 2015, quando cioè la futura Finanziaria sarà entrata in vigore.

Tra le ulteriori novità introdotte nel decreto, figura anche la possibilità per i contribuenti insolventi, di chiedere a Equitalia la dilazione in 72 rate dei pagamenti dovuti al fisco. Qui l’approfondimento

Capitolo Rai: mentre viene disdetto lo sciopero annunciato dai sindacati per l’11 giugno, trovano conferma nelle pagine del decreto i 150 milioni di tagli annunciati dal premier Renzi nei giorni scorsi. Ok alla parziale vendita di quiote delal società RaiWay.

Aumenta, infine, la tassa sul rilascio dei passaporti, che costeranno, d’ora in avanti, 73,50 euro in più oltre al normale costo del libretto valido per l’espatrio.

Per gli appalti, infine, nuova proroga per la pubblicazione esclusiva online dei bandi di gara: dopo la prima falsa partenza lo scorso gennaio dell’AvcPass, si passa direttamente all’inizio del 2015.

Qui il testo definitivo approvato in Senato con il voto di fiducia al maxiemendamento del decreto Irpef


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