Rivoluzione in vista per le normative sugli appalti. E’ questa la prima sensazione della nuova legge avanzata dalla commissione ad hoc costituita presso il Ministero delle Infrastrutture.

Secondo il lavoro coordinato dal viceministro Riccardo Nencini, è in arrivo una netta sforbiciata al Codice degli appalti pubblici, che dovrebbe vedere i propri articoli ridotti a un terzo: dai 600 attuali ai 200 ritenuti indispensabili dal pool di esperti coordinati dal braccio destro di Maurizio Lupi.

Il corpo di norme ritenute essenziali per il buon andamento dell’iter sugli appalti, oltretutto, non conterrà esclusivamente le prescrizioni attualmente contenute nel dettato in materia, ma anche elementi del regolamento e integrazioni con la legge sulle grandi infrastrutture strategiche.

Si tratta, insomma, di un restyling completo per la normativa che regola le gare d’appalto, l’affidamento di prestazioni, lavori e servizi a privati da parte della pubblica amministrazione e le concessioni di forniture. Un rinnovamento a tutto tondo, che arriva proprio a pochi giorni dall’esplosione dai due scandali tra Milano e Venezia, del Mose e dell’Expo 2015.

Lo spunto per riformare la disciplina sugli appalti, in realtà, deriva però dalle direttive europee 2014/24 e 2014/23, rispettivamente su appalti e concessioni. Al centro, il principio base delle gare che saranno svolte sempre e comunque, fatte salve alcune ristrettissime eccezioni al fine di ridurre le concessioni in deroga.

Stazioni appaltanti. Per le centrali, si prevede una cura dimagrante che dovrebbe potare anche a una minor dislocazione territoriale, mentre per le imprese dovrebbero essere semplificati  i filtri di accesso e, con essi, anche il numero di documenti da presentare per essere ammesse ai rilanci.

Tra le misure previste, poi, non dovrebbe mancare una riforma della Soa, così come dei criteri di qualificazione nel sistema degli appalti, mentre si guarda anche all’introduzione del principio di coinvolgimento della cittadinanza interessata dai progetti in via di assegnazione. In aggiunta, tra le novità in arrivo, anche una sorta di mediazione per gli appalti, alternativa, cioè, ai ricorsi per via esclusivamente giudiziale.

La deadline fissata dall’Europa, per la riforma completa degli appalti, è quella di aprile 2016, ma il governo vuole fare presto, anche alla luce dei recenti scandali che continuano a suscitare molto scalpore e indignazione nella pubblica opinione.

Nei prossimi giorni, dovrebbe essere presentata la legge delega al governo, contenente un elenco di 15 priorità da affrontare con i decreti legislativi. tra gli interventi ritenuti più urgenti, figura anche la piena tracciabilità dei flussi finanziari.

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