Pensioni 2014, novità in vista a sentire il ministro del Lavoro Poletti. Il successore di Elsa Fornero ed Enrico Giovannini ha infatti promesso un anticipo di pensione per i disoccupati over 60; contemporaneamente, qualcosa sembra muoversi anche per i Quota 96 della scuola.

Insomma, pensione in anticipo ma solo ai disoccupati, in deroga alla legge Fornero che dal 2011 ha innalzato i requisiti? Non proprio. Ciò che ha proposto il responsabile del dicastero sul lavoro, Giuliano Poletti, riguarda innanzitutto coloro che non abbiano maturato i requisiti per non oltre un anno e mezzo rispetto ai canoni di legge.

E il ministro va anche oltre, dicendo che la riforma per i lavoratori inattivi oltre i 60 anni arriverà in parlamento “quanto prima”,   e non sotto forma del prestito pensionistico ipotizzato da Giovannini. Logico pensare che i principali indiziati di questa riforma sono proprio coloro che dalla cura Fornero hanno subito i danni peggiori, ossia gli esodati.

La maggior parte di questi, infatti, è ben rappresentativa della fascia di età coperta dalle dichiarazioni di Poletti, dal momento che molti di loro erano, al momento dell’entrata in vigore della legge sulle pensioni del 2011, momentaneamente inattivi in attesa di maturare i requisiti necessari per andare in pensione.

Certo, a molti suonerà come l’ennesima promessa elettorale a pochi giorni dal voto, ma si tratta forse del primo squillo del governo Renzi sul tema degli esodati, dopo oltre tre mesi di governo, con le pensioni erogate che proseguono a rilento e centinaia di migliaia di posizioni ancora da salvaguardare.

Non sembra, invece, che la proposta Poletti possa incontrare le richieste di Quota 96, cioè i lavoratori della scuola rimasti fuori dalle garanzie della legge Fornero poiché il proprio calendario si chiude ad agosto rispetto a settembre. Per loro, però, è tornato a farsi vivo il presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia, il quale ha sottolineato come, insieme all’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, si sia proceduto a sollecitare per l’adozione del famoso testo unico, in vista di una possibile pensione a partire dal prossimo settembre.

Insomma, sarà l’aria elettorale, ma di certo la maggioranza e il governo sembrano interessarsi come mai prima d’ora a categorie che il welfare ha lasciato in disparte negli ultimi anni. Sarà la volta buona, o si tratterà dell’ennesimo bluff?

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11 COMMENTI

  1. sono una donna che ho lavorato dall età di 17 anni in fabbrica e da 10 anni senza lavoro con 30 anni di contributi e 57 di età non posso andare in pensione altri senza aver versato nessun contributo ha diritto alla pensione. che ingiustizia

  2. Se non vogliono erogare le pensioni non facciano le trattenute relative e restituiscano con gli interessi tutti i contributi tolti in passato. basta con questa scneggiata burattinesca del rimandare di continuo sperando nella morte sul lavoro!

  3. Non si riesce più a capire, dopo il golpo di fiducia,dato da parlamentari che non volevano perdere la poltrona, al governo Monti Fornero, chi abbia diritto a cosa, pensione e tfr, e quando. Sono veramente caramelle o sono diritti? Se sono diritti, se sono stati strapagati con trattenute mensili in busta paga, trattenute che si continuano a fare, non si possono cambiare unilateralmente a golpi di fiducia. Fuorilegge la fiducia, fuorilegge la legge Fornero e si ritorni alla legge precedente, visto che il porcellum, peraltro, è stato dichiarato incostituzionale e tali dovrebbero essere le leggi con questo sistema votate; uso della fiducia spropositato incluso.
    Comunque sia,fintantoché il diritto non sia ristabilito, i giovani non troveranno posto, dato che i vecchi pagano i contributi previdenziali per non andare in pensione.
    E non comincino a dire che si può andare in pensione come spetta di diritto ma penalizzati! Prima ti tiolgono il diritto e poi te lo ridanno con la pena.
    Per Fornero troppo giovani, per Madia troppo vecchi per lavorare.
    Voglio un Paese normale con Ministri normali!
    Basta col gioco delle tre carte. diritti subito (e i sindacati stanno a guardare: tre ore di sciopero per sette anni in più di lavoro e nove per avere il Tfr).

  4. l’ho già scritto anche in altro sito dove si discute di questo argomento … secondo me chi ha versato regolarmente 42 ANNI DI CONTRIBUTI ha il DIRITTO da andare in Pensione !!
    punto e BASTA !! 42 anni sono tantissimi … ed allora l’età non conta . chi ha iniziato a lavorare molto giovane (come me 17 anni…) deve allora lavorare per 50 e più anni ??!!
    questo è pazzesco . ciao

  5. Insegno da 42 anni. Non posso andare in pensione. Voterò Grillo non perchè mi piace ma per sottrarre voti all’ imbonitore da fiera (Renzi), al pregiudicato (Silvuio), al venduto (Alfano), all’ incompetente (Giannini), all’ incompetente (Poletti).

  6. CACCIAMO MATTEO RENZI PERICOLO PER TUTTI I LAVORATORI ITALIANI. CALPESTA I DIRITTI E MENEFREGHISMO E ARROGANZA,BUTTA FUMO NEGLI OCCNHI ELARGENDO ELEMOSINE AI LAVORATORI ITALIANI E 9MILIONI DI EURO AL MESE A IMMIGRATI.CHE SCHIFO CACCIAMOLO SUBITO

  7. Sono un autista internazionale 63anni con vari disturbi ecufeni tremore alle gambe vista debole anche con gli occhiali, grazie alla legge fornero mi ritrovo a lavorare con il rischio che potrei fare una strage stradale senza volerlo ma credo che a questa politica importa poco. Mio figlio 10 mesi fa si e impiccato senza finire in nessuna tv o giornale, sempre per colpa della crisi, io ‘ NON MI IMPICCO SE SARò COSTRETTO DARò LA PRECEDENZA A CHI A SFASCIATO L’ESISTENZA A TANTE FAMIGLIE… VIGLIACCHI INFAMI.

  8. SONO UNO PSICOLOGO PUBBLICO DIPENDENTE. HO PAGATO 41 ANNI DI CONTRIBUTI ED HO COMPIUTO 60 ANNI D’ETA’. QUESTI SIGNORI MI TENGONO ANCORA IN OSTAGGIO CAMBIANDO CIASCUNA VOLTA LE REGOLE IN CORSO D’OPERA. NON SONO CREDIBILI. COME MAI NON MODIFICANO LE LORO PENSIONI RETROATTIVAMENTE? COME AL SOLITO: DUE PESI E DUE MISURE. E POI DICONO CHE LE COSE STANNO CAMBIANDO. VERGOGNAAAAAAAAA

  9. Penso che le donne che lavorano sono proprio stanche di tutte queste leggi fatte a secondo dell’umore o dello stato d’animo di qualche lurida persona che vuole fare politica,in quanto queste politiche di turno hanno maggiordomi e quant’altro a parte le ville e i figli sistemati con ottimi stipendi ,invece noi non basta che ci siamo persi tutti i momenti più belli della crescita dei nostri figli ,perché dovevamo sempre andare di corsa e spendere un sacco di soldi per asili nido o metterci persone in casa,adesso ci tolgono anche la possibilità di stare vicino ai nipoti perché simo giovani a 61 anni e non possiamo andare in pensione mentre le mie amiche un anno più grandi sono già in pensione e si godono la vita i figli e anche i nipoti.Cercate di essere seri e di sistemare le cose uguali per tutti senza fare il solito schifo.

  10. Sono un lavoratore autonomo di 62 anni con 25 anni di contributi enasarco e 39 di INPS. Le cose per noi agenti di commercio alias venditori non vanno proprio bene, si fa veramente fatica ad arrivare a fine mese, nel mio caso in particolare sono l’unico sostentamento della mia famiglia in quanto ho un figlio che è stato malato di leucemia e mia moglie che prima lavorava ha dovuto rimanere a casa per accudire il ragazzo.
    Nessuno parla mai di noi autonomi, sarebbe giusto valutare la messa in pensione anche per la ns. categoria. Mi sembra che il sig. Renzi non ci prende assolutamente in considerazione.
    Cordiali saluti.

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