E’ il personaggio degli ultimi giorni. O, sarebbe meglio dire, il “caso” che sta tenendo banco tra gli addetti ai lavori di politica e comunicazione. Lo scorso weekend, Paola Bacchiddu, Capo comunicazione della lista “L’altra Europa con Tsipras” ha postato una sua foto in bikini sulla propria pagina Facebook.

“Ciao. È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate L’altra Europa con Tsipras.” Questa la lapidaria introduzione a corredo della immagine che, in breve tempo, ha fatto il giro del web, italiano ma non solo, trasformando Paola Bacchiddu in un fenomeno internazionale, virale su Twitter, da “top trends”.

La posa, provocante, il vento nei capelli, o il costume brasiliano che mette in primo piano il lato b: un mix da mandare in sollucchero i maschietti, e da far crepare di invidia buona parte della popolazione femminile. Al tempo stesso, come al solito l’Italia si è divisa tra guelfi e ghibellini, tra chi ha avallato in toto l’iniziativa e chi, invece, ne ha condannato senza appello la sfrontatezza.

Come spiegato dalla stessa Bacchiddu, nel proprio post, è quel “uso qualunque mezzo” a racchiudere il vero significato di un gesto inatteso ed eclatante: un po’ per gettare la provocazione, ma soprattutto per togliere la lista di sinistra dall’ostracismo mediatico in cui era caduta nelle ultime settimane, l’operazione può dirsi pienamente riuscita.

Nell’arco di poche ore, infatti, esimi commentatori, blogger, conduttori di talk show e soubrette si sono confrontati sulla scelta della Bacchiddu di mostrare il proprio corpo a fini di marketing elettorale, per abbattere il muro di silenzio sui mass media per la lista di cui guida la comunicazione.

Grande sostegno per lo scatto hot dell’avvenente Bacchiddu, è comunque arrivato dalla compagine femminile più smaliziata della popolazione, e, in generale, anche da svariate colleghe, che hanno pienamente giustificato la decisione di postarsi in lingerie da mare. Tanto è vero che il gesto ha trovato parecchie imitatrici, che hanno replicato la sexy ironia mettendo in mostra alcune parti del proprio corpo per la lista Tsipras. Addirittura, dopo aver visitato il profilo della Bacchiddu, c’è chi si è lanciato in analisi mediatico-semantiche sulla società contemporanea e i canoni di successo della società del’informazione 2.0.

Senza dubbio, una foto in bikini rimarrà sempre più impressa di un gelido manifesto elettorale: lo dimostra la condivisione ricevuta dallo scatto, il passaparola, i dibattiti infiniti che, come al solito, finiscono lasciando ognuno nelle proprie posizioni.

C’è, però, un ulteriore aspetto che in questi giorni è stato toccato solo di striscio dalle tante analisi politilogiche sul fondoschiena che passerà alla storia di questa campagna elettorale pre europee. Come si coniuga, infatti, una decisione simile con i principi che quella lista, e i suoi esponenti di spicco, vorrebbero rappresentare?

La mente corre veloce non solo ai ben più gravi fenomeni di vallettopoli o dei casi escort, ma a quel voyeurismo imperante figlio della cultura del Drive In e dei cinepanettoni tanto ostile all’intellighenzia di sinistra.

Come molti sapranno, poi, tra i principali supporters della lista Tsipras ci sono l’editorialista Barbara Spinelli, celebre per le sue invettive contro il mercimonio del corpo femminile nell’età del berlusconismo, e, soprattutto, il presidente della Camera Laura Boldrini. Quest’ultima, si ricorderà, ha fatto del femminismo una vera e propria bandiera, talvolta in battaglie pienamente giustificate, talaltra, purtroppo, arrivando a porre una questione serissima in maniera macchiettistica. Comunque, la terza carica dello Stato non ha mostrato ritrosia nel denunciare slogan e atteggiamenti sessisti, ma, in queste ore, sulla vicenda Bacchiddu, mostra un’imbarazzato silenzio. Anche lo stesso ispiratore della lista e candidato alla commissione Ue Alexis Tsipras, ospite a Ballarò martedì, non ha dedicato un solo commento al clamoroso spot. I più a disagio, insomma, dell’iniziativa shock di Paola Bacchiddu sembrano essere proprio i promotori della lista.

Dunque, c’è da immaginare che l’iniziativa di mostrarsi in costume da bagno, sia stata presa in piena autonomia da Paola Bacchiddu, la quale, del resto, ha pubblicato il tutto sul proprio profilo privato. Quanto, poi, questo can can influirà in termini elettorali è impossibile stabilirlo, ma in una previsione possiamo lanciarci: a sentire il vento che spira in Europa, forse la lista Tsipras rimarrà un pallido ricordo, ma di Paola Bacchiddu, e delle sue piacevoli forme, non si dimenticherà più nessuno.


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2 COMMENTI

  1. Il lato B imbarazza, mentre i 22 milioni presi da Luigi Lusi e gli otto anni di galera, no? Una morale … per niente discutibile.

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