Ormai, è noto, serve un patentino un po’ per tutto. Non solo auto, anche motori di piccola cilindrata, e addirittura, di recente, c’è qualcuno che ha avanzato anche quello per la circolazione delle biciclette nelle strade.

La licenza per utilizzare un drone, però, ancora mancava alla lista dei documenti di cui bisogna essere in possesso se si vuole usufruire del servizio di spostamento garantito dal veicolo.

E’ quanto previsto dal regolamento Enac entrato in vigore alla fine dello scorso anno, che ha fissato per questo febbraio – per poi rinviarlo al 30 aprile – l’adozione delle normative inerenti il “brevetto” per pilotare i droni.

Addirittura, lo slittamento è avvenuto a seguito del boom di richieste che avrebbe intasato i recapiti dell’Enac, tali da richiedere un rinvio dell’entrata in vigore della legge per smistare le tantissime istanze pervenute.

Va ricordato, infatti, che i droni sono un mezzo molto in voga, soprattutto in alcuni settori come l’intrattenimento, oppure nelle attività professionali che richiedono schermature di grandi porzioni di territorio, di terreni, oppure di reti molto estese, come quelle idroelettriche. Ci sono, poi, molteplici enti che ricorrono a questi strumenti anche in via di prevenzione o di sicurezza.

Tra quelli possibili, poi, va ricordato, in proposito il video diffuso dal più grande negozio online, Amazon, come un possibile approdo delle consegne in tempo reale, che abbatterebbero, in un futuro non troppo lontano, i tempi di ricezione della merce.

Dunque, può sembrare fantascienza, ma i droni sono in mezzo a noi e, anzi, il loro uso è sempre più frequente. Forse, allora, proprio questo è il motivo che ha indotto gli enti di aviazione a rendere necessario il superamento di un test attitudinale per la guida del piccolo aereo, ormai parte integrante del lavoro quotidiano in numerosi ambiti della vita asociale ed economica.

La necessità di detenere la licenza, dipende, poi anche dal fattore di rischio che questi strumenti possono comportare, per se stessi e per gli altri. A questo proposito, il vero rebus è quello delle assicurazioni: come si adatteranno, infatti, le grandi compagnie a una materia così ignota, ma che vanta già un pubblico molto più vasto di quanto creduto?

Sicuramente, allora, si partirà dalla distinzione di base enunciata dall’Enac: da una parte, i droni utilizzati per finalità ricreative, e, dall’altra, quelli per attività professionali. Per questi ultimi, sarà necessario anche un corso di preparazione, volto a incrementare le capacità del pilota. Notevoli poi, le possibili applicazioni anche in casi di emergenza, come le catastrofi naturali che rendano di difficile raggiungimento le località colpite: il ricorso ai droni, in questo modo, potrebbe infatti garantire il trasporto di viveri alla popolazione.


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2 COMMENTI

  1. IL DRONE… DARIO
    Articolo interessante che mi pare parli di areoplanini senza pilota, ma se così fosse a chi lo diamo il patentino? deughis

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