Continua l’iter in direzione della riforma del catasto, il rinnovo delle procedure di calcolo del valore degli immobili e del loro censimento, in base alle direttive contenute nella legge sulla delega fiscale, approvata alcune settimane fa in Parlamento e, ora, alla prova dei regolamenti attuativi.

C’è chi dice che serviranno 5 anni per il suo completamento, chi, invece,  ritiene che già nei prossimi mesi potranno vedersi i primi risultati. Di certo, la riforma del catasto 2014 sarà qualcosa di epocale, atteso da decenni, molte volte annunciata, e sempre rinviata, fino ad ora. Stavolta, infatti, le cose sembrano andare in direzione di una riforma vera, non solo nelle intenzioni, ma anche in senso operativo.

A questo proposito, il quotidiano online Ediltecnico ha intervistato l’ex direttore del Catasto nazionale, ingegner Carlo Cannafoglia, che ha rispolverato la sua idea dell’Eco Catasto e sulle procedure per realizzarlo.

“Con il  termine Eco-Catasto intendo rappresentare un nuovo inventario immobiliare ottenuto attraverso l’integrazione delle informazioni che costituisce  l’attuale, con quelle connesse alla conoscenza e alla valutazione dell’impatto che ogni fabbricato produce sul territorio e sull’ambiente”.

Sui tempi di realizzazione della sua proposta, l’ex numero uno del Catasto non crede che finirebbe per incidere più di tanto nel percorso di avviamento del nuovo regime, il qual, lo ricordiamo, farà passare l’unità di misura dal numero dei vani ai metri quadrati di ogni immobile. In questo senso, l’Eco Catasto potrebbe rientrare nelle scadenze previste dell’intera riforma, di modo che “i tempi per implementare non solo la riforma del catasto ma anche la creazione dell’ Eco-Catasto si possano ancora stimare prudenzialmente in 5 anni, prevedendo comunque la piena condivisione del progetto e il supporto esterno”.

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