Sono in viaggio le lettere dell’Agenzia delle Entrate relative al nuovo redditometro ufficialmente entrato in azione a seguito dell’ok al parere espresso dal Garante privacy. Anzi, una circolare chiarisce ulteriori dubbi lasciati sospesi dopo il via ufficiale alle rilevazioni.

Questa volta, i chiarimenti adottati dall’ente guidato da Attilio Befera riguardano le famiglie che saranno sottoposte ad accertamento, e in particolare le coppie di fatto oppure i nuclei allargati.

Sotto la lente del redditometro, infatti, finiranno essenzialmente i nuclei famigliari in quanto soggetti fiscali e, dunque, in grado di emettere un proprio singolo Isee.

Così, la nuova direttiva delle Entrate inerente i controlli in partenza del redditometro cerca di fornire delucidazioni ulteriori sul trattamento da riservare a eventuali scostamenti derivanti dalla mancata corrispondenza, ad esempio, tra la famiglia fiscale e quella che effettivamente risiede all’indirizzo a cui è scattato l’accertamento.

In sostanza, il chiarimento arriva per sanare le eventuali incongruenze tra Anagrafe tributaria e condizione di residenza da parte del nucleo che ha ricevuto la fatidica lettera di controlli del’Agenzia in base al redditometro.

Naturalmente, ciò potrà essere verificato basandosi sulle dichiarazioni dei redditi dei singoli componenti, riguardo i familiari a carico che i coniugi possono aver dichiarato nel modello 730 o in Unico per i titolari di partita Iva. QUI LE ISTRUZIONI PER COMPILARE LA DICHIARAZIONE SUI REDDITI 2013

In sostanza, il fisco ha cercato di adottare al meglio le avvertenze contenute nel parere del Garante per la Privacy, che aveva di fatto stoppato l’avvio del redditometro, fino a che, appunto, i suoi rilievi non fossero stati accolti. Così, sono state escluse dal computo degli accertamenti le medie Istat come termine di paragone e, insieme, si è introdotto un filtro anteriore al contraddittorio per le situazioni di mancata corrispondenza tra stato di famiglia tributario e effettivo. Inoltre, ai contribuenti che verranno convocati, verrà realizzata una scansione aggiuntiva dei limiti del proprio nucleo famigliare, tramite l’anagrafe comunale oppure semplicemente ricorrendo al sistema di posta elettronica certificata. In questo modo, dovrebbero essere eliminati dai casi posti sotto attenzione del fisco, quelli in cui il reddito complessivo della famiglia giustifica l’apparente scostamento individuale.

Non resta che attendere il recapito delle 20mila lettere che stanno raggiungendo gli ignari destinatari, finiti sotto l’occhio indagatore delle Entrate per spese non giustificate.

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1 COOMENTO

  1. buongiorno ! io credo fermamente , e una causa giusta ! le persone in regola non hanno paura , ma solo chi è in malafede , se tutti effettivamente pagano le tasse tutti questi problemi non esisterebbero . credo anche il popolo italiano non è educato a pagare le tasse ,soltanto sempre la solita gente ci rimette purtroppo per altri che non pagano mai .
    dovrebbero esserci più controlli .

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