Manca ancora l’atto ufficiale, ma mercoledì, presentando il piano di interventi per la ripresa, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha confermato un’indiscrezione trapelata nei giorni scorsi: Raffaele Cantone sta per insediarsi al vertice del’Autorità Nazionale Anticorruzione.

La notizia, passata sottotraccia a causa delle riforme in tema di lavoro e casa, rappresenta in realtà un’innovazione sotto almeno due punti di vista. Da una parte, infatti, viene dato il via a un ente nato nel 2003, e successivamente previsto da una legge approvata sotto il governo tecnico di Mario Monti, ma mai decollato completamente. Dall’altra parte, con la nomina di Cantone, si pone alla guida di un’istituzione così delicata un magistrato noto per il suo curriculum anticamorra: a prima vista, un certificato di garanzia.

Raffaele Cantone, 50 anni, è un magistrato napoletano in servizio dal 1991 che, dal 1999, opera nella Direzione distrettuale antimafia, fino al 2007, occupandosi in prima persona di alcuni tra i casi più scottanti della criminalità organizzata, come quello dei Casalesi, che è riuscito a portare, dapprima, a processo, arrivando fino alla condanna di ergastolo per alcuni dei più influenti boss, protagonisti del famoso libro di Roberto Saviano “Gomorra”, tra cui Sandokan Schiavone, Bidognetti e altri esponenti dei clan.

Le sue indagini sugli affari illeciti della camorra si sono spinte nel nord Italia, e poi anche oltre confine, arrivando ai margini dell’Europa, tra Scozia, Germania, Ungheria e Romania, sempre all’inseguimento delle tracce lasciate dagli interessi dei clan.

Un impegno che, dal 2003, ha reso inevitabile attivare il programma di protezione nei suoi confronti, per via del complotto sventato ai suoi danni proprio dai Casalesi, intenti a progettare un attentato. Oltre al ruolo in magistratura, Cantone è autore anche di numerosi libri e articoli, sempre sul tema della criminalità organizzata e dei suoi settori chiave di interesse, tra cui anche il mondo del calcio.

In attesa della nomina ufficiale, Cantone continua a  prestare servizio alla Suprema Corte di Cassazione, lavorando all’Ufficio del Massimario, anche se, in mito alla riorganizzazione degli uffici di giustizia, ha manifestato la volontà di tornare all’attività inquirente, chiedendo il trasferimento al Tribunale di Napoli nord.

Incarico che, però, non svolgerà, visto che, da qualche mese, era impegnato nel pool di specialisti per le proposte contro la criminalità organizzata e, ora, si troverà al vertice della neonata Autorità Nazionale Anticorruzione. “Sono onorato e spero di poter fare bene”, il commento del pm dopo l’annuncio del premier.

 


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