A rischio le assunzioni dei precari nella pubblica amministrazione: è questo il colpo di scena nell’iter che dovrebbe portare alla regolarizzazione di migliaia e migliaia di contratti atipici.

La svolta, in senso negativo, per i tanti lavoratori in scadenza del pubblico impiego, potrebbe arrivare dal responso dalle Sezioni Unite della Cassazione, che dovranno esprimersi sul decreto 101 approvato lo scorso mese di ottobre.

In particolare, a finire sotto esame della Suprema Corte sarà la parte del decreto che prevede il ricorso alle stabilizzazioni senza ricorrere necessariamente a nuovi concorsi.


Secondo quanto previsto nel dl 101, infatti, viene consentita la conversione dei rapporti in scadenza, con assunzioni a tempo indeterminato, senza dover passare dall’anticamera del concorso pubblico.

Quanto, però, questa norma sia attinente con le regole vigenti in maniera generale in ottica di pubblico impiego, resta ancora da decifrare e andrà stabilito proprio da piazza Cavour, a seguito del ricorso presentato dall’Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo. Questo, a sua volta, aveva seguito la sentenza della Corte d’Appello di Palermo, la quale si era pronunciata dichiarando come nullo il termine fissato per il lavoro stagionale, allungato per ulteriori 32 mesi, per la trasformazione successiva del rapporto in assunzione completa a tempo indeterminato.

Fino a oggi, la conversione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a indeterminato, è rimasta lecita solo in seguito a particolari vincoli di spesa e di bilancio degli enti regionali, che garantissero di bypassare il ricorso alla selezione per pubblico concorso.

In generale, però, le leggi dell’accesso al pubblico impiego in base all’articolo 97 della Costituzione, stabiliscono come necessario in senso assoluto il superamento di concorso regolarmente indetto, tanto che eventuali violazioni potrebbero anche presupporre la decadenza del contratto in essere, assieme alla responsabilità per danno erariale in capo al dirigente, oltre, poi, alla liquidazione da erogare al lavoratore.

Insomma, la pronuncia della Cassazione è molto attesa, soprattutto per il ricorso frequente che, specie nelle Regioni, si manifesta al fine di stabilizzare il personale, a maggior ragione dopo il decreto 101 che incentiva questo genere di comportamenti. L’esito potrebbe riportare indietro le lancette del pubblico impiego di parecchi mesi.

Vai al testo del decreto 101


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