maestra, insegnante, classe

Sarà la scuola il fulcro dell’azione di governo: lo ha annunciato ieri, al Senato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, mettendo come priorità assoluta del suo mandato la manutenzione all’edilizia scolastica. Ma studenti, operatori e personale scolastico si aspettano provvedimenti immediati, su tutti il bando sul Tfa ordinario 2014. A questo proposito, dal Miur arrivano novità incoraggianti: ormai la pubblicazione sarebbe questione di giorni, forse di ore.

Anche l’ex ministro Maria Chiara Carrozza, lo scorso gennaio, aveva garantito l’emanazione del bando entro la fine di febbraio: dunque, se davvero le indiscrezioni dal ministero della Pubblica Istruzione corrispondono a verità,  le tempistiche potrebbero essere incredibilmente rispettate, malgrado la crisi di governo avesse lasciato presagire un rinvio a primavera inoltrata.

Dopo il primo Tirocinio Formativo Attivo del 2013, infatti, migliaia di aspiranti insegnanti attendono con ansia l’ufficialità dei corsi anche per il 2014, con il relativo bando di accesso per conseguire l’agognata abilitazione. Secondo i resoconti ministeriali, dunque, il decreto sarebbe già stato firmato dall’ex titolare del Miur e attenderebbe il bollino del Tesoro per le coperture finanziarie. Dunque, potrebbe essere il neoministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a mettere il proprio bollino definitivo sul bando, in previsione della sua uscita ufficiale.


Altri fronti aperti sulla scuola, poi, sono sicuramente, l’edilizia, come sottolineato da  Renzi, VAI AI PUNTI PRINCIPALI DEL SUO DISCORSO ma, soprattutto, la questione degli scatti stipendiali di anzianità. La restituzione, ipotizzata a inizio 2014 dal governo Letta e poi frettolosamente ritirata, delle prime mensilità già assegnate, aveva segnato uno dei punti più critici dei nove mesi di governo dell’ex numero 2 di Bersani, con le barricate di professori, Ata e sindacati per il mantenimento del bonus già versato. Ora, il decreto sugli avanzamenti di carriera risulta bloccato al Senato e, in merito, non è chiara la linea del nuovo esecutivo. Rimane il fatto che ogni edcisione in materia andrà presa tenendo conto del fatto che rimane aperto il tavolo di contrattazione con l’Aran.

Sicuramente, il neo ministro Stefania Giannini, ha annunciato di voler premiare il merito degli insegnanti, mentre su scatti di stipendi e paritarie ha rimandato ogni decisione ai primi provvedimenti, non appena il governo sarà entrato nel pieno delle sue funzioni: il che,  salvo sorprese, accadrà nell’arco di qualche ora, quando, cioè, Matteo Renzi avrà incassato l’ok anche di Montecitorio.

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