Si va per concludere la tre giorni di agitazione indetta dagli avvocati che hanno abbandonato studi e palazzi di giustizia per urlare in piazza il proprio sdegno contro le ultime riforme governative.

Ieri, giornata clou per la protesta iniziata alle 11 proprio all’ingresso di Montecitorio, simbolo del potere politico, dove è iniziata la marcia dei professionisti del foro, che si è conclusa cinque ore più tardi, in piazza Santi Apostoli, dove circa 15mila avvocati si sono ritrovati per difendere le prerogative della categoria.Una partecipazione davvero sentita da parte della categoria, sottolineata anche dagli stessi organizzatori.

Con l’imminente cambio di testimone al governo, gli avvocati sperano di ottenere da parte di Matteo Renzi e dai suoi prossimi ministri l’attenzione negata dall’esecutivo Letta, e segnata dagli scontri con l’ex Guardasigilli Anna Maria Cancellieri, culminata nella mancata partecipazione del ministro della Giustizia alla Conferenza dell’Avvocatura.


A guidare la protesta, l’Organismo unitario dell’avvocatura e altre sigle di rappresentanza, che hanno unito le voci per chiedere modifiche immediate a un po’ tutte le leggi degli ultimi anni che riguardano il mondo forense.

Naturalmente, in vetta ai pensieri degli avvocati, l’istituto della mediazione obbligatoria, che recentemente ha visto il Consiglio di Stato accogliere il ricorso presentato proprio dall’Oua nei confronti del regolamento in materia.

Non solo mediazione, comunque, a provocare l’incrocio delle braccia da parte degli avvocati. C’è anche la riforma del processo civile, recentemente varata proprio dal governo Letta: la richiesta ufficiale della piazza è stata quella di ritirare il disegno di legge delega, che dovrebbe cambiare il panorama delle cause di giustizia civile.

Poi, diretta a Matteo Renzi è invece la richiesta formale di tagliare la sospensiva dal processo amministrativo, che il premier incaricato ha inserito nel suo Jobs Act di dicembre.

In aggiunta, si chiede di rivedere la riforma della geografia giudiziaria, i agli al patrocinio gratuito e qualche scelta più decisa sul fronte delle pene alternative, di cui anche la recente conversione in legge del decreto carceri, evidentemente, non viene ritenuta sufficiente.

L’esito di questa eclatante protesta di piazza messa in scena dagli avvocati, sarà la diffusione di un documento comune tra Oua e Consiglio nazionale forense da sottoporre al nascituro governo. “La durata media dei processi è aumentata di circa 2 anni, mentre sono lievitati i costi della giustizia: solo la marca è passata da 8 a 27 euro”. Questa la sintesi del presidente Oua Nicola Marino. La protesta ha visto la partecipazione di alcuni esponenti politici, in particolare di Forza Italia.


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