Ieri il governo non ha approvato esclusivamente il decreto svuota carceri 2013, il secondo provvedimento dell’anno rivolto al problema del sovraffollamento dei penitenziari. Sempre in materia di giustizia, infatti, il Cdm ha dato l’ok a un disegno di legge che rivisiterà la formula del processo civile, con l’obiettivo, ancora una volta, di “smaltire il terribile arretrato” ha proclamato il premier Enrico Letta.

Qual è la ricetta messa a punto dal governo delle larghe intese per abbattere i carichi pendenti, specialmente in appello, e consentire di arrivare a sentenza nei tempi congrui a uno Stato di diritto?

Vediamoli. Innanzitutto, il ddl prende il nome di “Disposizioni per l’efficienza del processo civile, la riduzione dell’arresto, il riordino delle garanzie mobiliari, nonché altre disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata” ed è un collegato alla legge di stabilità 2014. Dunque, si prefigura un’approvazione in tempi brevissimi per la proposta arrivata ieri in Cdm.


Sul fronte delle cause in essere, il ddl interviene introducendo il principio delle cause semplici, con la facoltà, riservata al giudice, di passare dal rito ordinario di cognizione a quello sommario.

La parte più controversa, e già criticata, del nuovo disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, riguarda la possibilità di conoscere le motivazioni della sentenza di primo grado solo previo pagamento di una quota prestabilita, corrispondente a una parte del contributo unificato richiesto per il grado di giudizio seguente. In sostanza, il giudice non emana più la sentenza completa, ma esclusivamente il dispositivo, con i riferimenti normativi e giurisprudenziali occorsi per risolvere la controversia. Sulle motivazioni estese, invece, saranno le parti a doverne presentare relativa richiesta con tanto di saldo degli oneri pattuiti. In questo modo, assicura il governo, si colpisce “la stesura della motivazione per esteso in tutte controversie, uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili”.

Quindi, proseguendo nell’esame del decreto, troviamo la possibilità per il giudice di appello di ricollegarsi alle conclusioni del suo predecessore in primo grado, il quale, peraltro, vedrà una più massiccia presenza dei giudici monocratici per quelle vertenze di non particolare gravità.

In aggiunta, il ddl prevede la possibilità di una mora che il giudice può infliggere al condannato, il quale si troverà costretto a versare la “multa” finché non avrà esaudito le disposizioni presenti nel dispositivo della sentenza emessa.

In ottica di mediazione, poi, viene consentito che, per processi di particolare complessità tecnica, si proceda a una perizia volta a quantificare l’ammontare del danno denunciato, una procedura che, però, rischia di appesantire il carico e di rallentare l’iter giudiziale.

Da ultimo, gli uffici giudiziari potranno svolgere indagini anche in rete per individuare i beni pignorabili, compresa la neonata anagrafe tributaria.


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9 COMMENTI

  1. Si potrebbero risolvere i problemi della giustizia civile, intasata dal 90% di pratiche che hanno il solo scopo di perdere tempo con un solo comma da aggiungere articolo 183 CPC : Il Giudice, sentite le parti, si riserva e sulla base degli atti di causa emette ordinanza provvisoriamente esecutiva, a seconda del caso, ai sensi dell’art. 186 ter, bis o quater rinviando ad ulteriore udienza per il proseguo del giudizio di merito”.
    Questo articolo unitamente ad un corretto utilizzo della condanna alle spese e del risarcimento dei danni per cause pretestuose risolverebbe definitivamente tutto.

  2. Queste ipotetiche riforme valgono anche per il ricorso in cassazione? cioè si deve pagare per conoscere i motivi della sentenza in cassazione?

  3. Il terribile arretrato si smaltirebbe meglio se i giudici indugiassero di meno sulle questioni
    formali o pregiudiziali. Inoltre:l’ultimo concorso per giudici tributari, scartando coloro che conoscono davvero il diritto tributario, cioe’ dirigenti Agenzia Entrate e commercialisti,ha reclutato solo giudici della magistratura ordinaria, amministrativa, contabile IN SERVIZIO!
    Cosi’ il “terribile arretrato ” aumenta presso le loro sedi; contemporaneamente, data l’incompetenza dei giudici sulle questioni tributarie e l’attitudine alle questioni pregiudiziali,
    aumenta anche il “terribile arretrato” delle Commissioni Tributarie!

  4. Una riforma palesemente incostituzionale. E sarà impugnata come tale. Le sentenze devono essere motivate. Ma poi che senso ha permettere ad un governo instabile che durerà massimo un anno di incidere in maniera così profonda sulla giustizia.

  5. Concordo su quanto già scritto da altri: questa riforma sarà una manna per quei giudici, e non sono pochi, che ricevono soldi dalle banche, per firmare sentenze inique. A danno dei cittadini, ovviamente.
    Avanti tutta nella distruzione del popolo italiano!

  6. Dunque la soluzione per lo smaltimento dell’arretrato è cancellare la giustizia civile con un colpo di spugna !?
    Se questa è la riforma tanto attesa, vale di più il sistema vigente, che garantisce il diritto di difesa: lento, ma giusto.

  7. Questo ddl dovrebbero intitorarlo: LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI, oppure LA GIUSTIZIA DEI RICCHI!!!!

  8. Sempre peggio.
    Se il disegno di legge da ultimo presentato sul processo civile è davvero come lo descrive l’estensore dell’articolo in commento allora questo di Letta si conferma per essere il governo delle Banche e delle Assicurazioni, un governo Monti II insomma.

    “Tu devi pagare per conoscere la motivazione della sentenza del tuo giudice civile” : questa è la novità più orrida del disegno di legge che descrive l’articolo…..ma vi rendete conto di cosa significa? che lo Stato non è di tutti i cittadini ma solo di chi se lo può comprare…

    Vergogna!!!! Questo di Letta è un governo a libro paga di Banche e assicurazioni!

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