Francesco Pigliaru è il nuovo presidente della Sardegna. Ancora lo spoglio non è concluso, ma il governatore uscente Ugo Cappellacci, in area centrodestra, ha pubblicamente ammesso la sconfitta e la successione del suo mandato con quello che gli elettori, oggi, hanno conferito allo sfidante di centrosinistra.

Quasi sessantenne, Pigliaru è salito in sella solo lo scorso dicembre, per il Partito democratico e i soggetti collegati, dopo che la vincitrice delle primarie dello scorso settembre Francesca Barracciu ha scelto di ritirarsi, per via del suo coinvolgimento in un’inchiesta sull’utilizzo dei fondi ai gruppi in Consiglio.

Pigliaru è originario di Sassari, è docente e attualmente pro-rettore dell’Università di Cagliari. Ex militante di Lotta continua, nel 1978 si laureò in Scienze politiche nella sua città natale. Tre anni più tardi, conseguì il Master all’Università di Cambridge, che poté frequentare grazie a una borsa di studio.


Dal 1988, divenne insegnate in varie università del mondo, prima di rientrare, in qualità di professore ordinario, all’Università degli Studi di Cagliari, dove insegna tuttora Economia Politica. Nel 2009, diventò pro-rettore dell’ateneo.

In politica dal 2003, affiancò Renato Soru, il candidato sconfitto, cinque anni or sono, dallo stesso Cappellacci per il ruolo di governatore. Ha ricoperto il ruolo di assessore al Bilancio nel corso della giunta guidata dallo stesso Soru, fino al 2006, quando decise di dimettersi dall’incarico.

Pigliaru ha sconfitto, così, oltre a Cappellacci, anche la sfidante Michela Murgia, accreditata di un potenziale in grado di soffiare voti al centrosinistra e, invece, disinnescata nelle urne. Dopo uno spoglio al rallentatore, la tendenza a favore del centrosinistra ha iniziato a emergere nel primo pomeriggio, fino all’ammissione della sconfitta da parte del governatore uscente.

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