La notizia era nell’aria da giorni, ma, certo, non ci si attendeva certo una pioggia di proroghe così ravvicinate. Segno, forse, che l’AvcPass, per ora, ha generato problemi e disagi a non finire. Documenti, posta elettronica, piccoli Comuni: la data del primo gennaio 2014, in sostanza, non esiste più.

A meno di un mese dall’entrata in vigore, arrivano le proroghe sul sistema AvcPass, il meccanismo telematico di controllo requisiti per i soggetti iscritti ai bandi pubblici, utilizzabile dai Comuni tramite le stazioni appaltanti. Sono proprio queste, secondo il procedimento digitale di verifica, a dover vagliare le caratteristiche degli aspiranti, così come disposto dall’articolo 6-bis del decreto legislativo 163/2006.

Divenuto obbligatorio a partire dallo scorso primo gennaio, però, il sistema ha incontrato diverse resistenze, in primo luogo dagli stessi enti che, nella pubblicazione dei bandi in Gazzetta Ufficiale hanno, forse non proprio distrattamente, omesso i riferimenti per il ricorso all’Authority virtual company passport.


Comportamento, questo, che ha fatto da anticamera alle proteste dei Comuni, che lamentano disagi a catena con l’abbandono improvviso dei procedimenti cartacei e, tutto ciò, a dispetto delle ampie guide pubblicate in rete dagli organismi di riferimento.

In particolare, nell’incontro dei giorni scorsi con il ministro dell’Economia Saccomanni, i sindaci hanno evidenziato come, di questo passo, un mancato ripristino del sistema precedente, almeno per un anno, avrebbe addirittura paralizzato il mercato. In tempo di crisi e di continue difficoltà per alcuni settori chiave come quello delle costruzioni, la minaccia non poteva cadere nel vuoto.

Ed ecco, a pochissimi giorni di distanza dalla posizione ufficiale espressa dal’Anci, arriva un blocco di diverse proroghe al sistema AvcPass, che certamente renderanno felici i più critici sul nuovo meccanismo di certificazione digitale.

In primo luogo, sono stati approvati alcuni emendamenti ad hoc nel decreto Milleproroghe, che stabiliscono come i controlli tradizionali in forma cartacea proseguiranno fino al prossimo luglio, mentre, per i piccoli Comuni, è slittato a fine anno l’obbligo di ricorrere alle centrali di committenza.

Quindi, un’altra procedura che, in seno all’AvcPass, è stata rimandata, è quella delle notifiche esclusive tramite Pec. A darne l’annuncio, la stessa Autorità per la Vigilanza sui Contratti pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, la quale ha specificato “la proroga di 6 mesi del regime transitorio relativo all’obbligatorietà della PEC personale” e ciò in relazione alle reali difficoltà segnalate”.

L’Autorità, comunque, nel disporre il rinvio, specifica anche, per le stazioni che tornino all’utilizzo di posta ordinaria, l’obbligo di utilizzare caselle individuali, fornendo, al contempo, le istruzioni per il corretto utilizzo delle credenziali.

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