Dopo l’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, ecco sul tavolo “Italicum”, già ribattezzato come il nuovo sistema elettorale scaturito dal patto siglato tra i leader dei due maggiori partiti, il Pd e Forza Italia.

Per la verità, la bozza che circola mentre si attende la presentazione ufficiale alla direzione Pd, porta in dote alcuni correttivi suggeriti dal vicepremier e leader di Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano, dopo la spaccatura con i fedelissimi del Cavaliere che ha portato alla fine della storia del Popolo della Libertà.

Il possibile nuovo sistema elettorale, che dovrebbe mettere definitivamente in soffitta il Porcellum, ora peraltro, mutilato dalla sentenza di bocciatura della Corte costituzionale, dovrebbe introdurre il premio di maggioranza per una coalizione che raggiunga il 35 percento dei voti, che dovrebbe assicurare un bonus tale da consentire di occupare il 55 percento degli scranni in Parlamento.


Sarebbe questo il pilastro su cui poggia l’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi finalizzato a garantire al Paese stabilità governativa, seguito al colloquio che lo stesso Renzi ha tenuto con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano la scorsa settimana, prima dell’appuntamento con il Cavaliere.

Nell’eventualità, piuttosto remota per la verità, in cui ogni coalizione o lista partecipante alla corsa elettorale, non raggiunga la quota del 35%, retsano in piedi due opzioni. La prima, che i seggi residui verrebbero ripartiti proporzionalmente: si tratta di una eventualità molto remota anche se, comunque, a parere dei costituzionalisti, sarebbe rispettosa dei rilievi mossi dalla Consulta dopo la sentenza di bocciatura.

C’è un’alternativa a questo sistema, e cioè quella che sarebbe la modifica più rilevante, rispetto alla tradizione italiana, ovvero il ballottaggio di coalizione. Oggi in vigore solo per la nomina dei sindaci, potrebbe essere istituito  nel caso nessuna coalizione o lista abbia raggiunto la soglia minima, e assegnare, così, il bonus di seggi.

Quindi, il sistema “Italicum” terrebbe conto, dalle prime rivelazioni, anche della nuova composizione del Senato, nei termini in cui questo dovrebbe essere ridisegnato in Camera delle Autonomie.  La disposizione delle liste, dovrebbe avvenire secondo questi termini: sei candidati per ogni circoscrizione e sbarramento al 5% per i partiti in coalizione, all’8% per chi corre da solo.

Vai all’accordo Renzi-Berlusconi punto per punto

 


3 COMMENTI

  1. L’articolo non è per niente chiaro: o manca qualche frase o l’autore non sa spiegarsi. Quali sarebbero i seggi residui quando nessuna coalizione o lista conseguisse il 35% dei voti? I seggi dovrebbero essere tutti assegnati col criterio proporzionale, non scatterebbe in tal caso nessun premio di maggioranza; oppure si dovrebbe ricorrere al turno di ballottaggio e assegnare il premio di maggioranza al vincitore, con l’assegnazione proporzionale dei seggi residui alle altre copalizioni o liste perdenti.

  2. La proposta Renzi-berlusconi sarebbe un ulteriore attentato alla Costituzione e più in generale alla Democrazia.

    I cittadini devono poter scegliere chi votare su una lista adeguata,
    Ma la cosa fondamentale è la possibilità che chi concorre per la prima volta non sia penalizzato. Con i partiti che si arrogano soldi pubblici e vanno al voto con questi, già schiacciano la volontà di cambiamento. ma questo non basta , è necessario anche mettere dei paletti assolutamente antidemocratici. Partiti, quindi uomini, che hanno bisogno di questi mezzi, ci fanno capire che oramai sono spenti e non servono a nessuno se non a loro stessi !
    Tecnologie e sistemi culturali avanzati che consentano la partecipazione democratica a chi che sia, realizzando la piena governabilità (molto più che oggi) ci sono, non vengono alla luce, perchè …. (questa è un’altra storia) .

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