Il ministro per le Politiche Agricole Nunzia De Girolamo si è presentata, questa mattina, alla Camera per riferire in merito allo scandalo delle nomine Asl che la vede protagonista, con le numerose trascrizioni e intercettazioni pubblicate di recente sui giornali. Vicenda scottante e molto discussa, anche se, come rimarcato dalla diretta interessata e dai vari esponenti della maggioranza, la De Girolamo non risulta al registro degli indagati.

Il caso è esploso sulla stampa nazionale nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di alcuni stralci di discussioni avvenute in casa della stessa De Girolamo, dove questa si esprimeva con un linguaggio colorito in merito a una faccenda poi finita nel dossier della Procura, per le accuse di truffa e peculato ai danni dell’ente, in particolare sotto la direzione amministrativa di Felice Pisapia.

Fu proprio lo stesso Pisapia a consegnare le registrazioni alla magistratura, ottenute all’interno dell’abitazione privata della De Girolamo. Aspetto, questo, sottolineato con rabbia dal ministro, nella sua autodifesa di questa mattina, in un’aula di Montecitorio semideserta.


“Costui  – ha sostenuto la De Girolamo – è venuto in casa mia munito di registratore, già consapevole di aver fatto la proroga, per provocare una discussione e poter poi usare quelle registrazioni per le sue attività delinquenziali.”

Sul sospetto di influenza sulle nomine, il ministro si è smarcato ribadendo che “non posso negare che mi sia stato da più parti richiesto di intervenire per far avere incarichi nelle strutture sanitarie: ho sempre detto no. E forse oggi mi fanno pagare anche questo”.

Secondo il ministro, dunque, Pisapia avrebbe costruito un dossier al solo scopo di danneggiarne la reputazione e provocarne la caduta in disgrazia. “La mia vita è stata travolta da un linciaggio senza precedenti: sono qui per spiegare che mai, mai e e poi mai ho abusato del ruolo di deputato e mai mai e poi mai ho violato la Costituzione”.

Un complotto, dunque. E’ questa la tesi difensiva del ministro De Girolamo, a seguito del caso esploso su tutti gli organi di informazione nazionali: se sarà sufficiente a convincere il Partito democratico, e in particolare i  deputati più vicini al segretario Renzi, lo scopriremo presto. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, ha già annunciato una mozione di sfiducia contro il ministro dell’Agricoltura a seguito dell’affaire Asl di Benevento.


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