La legge di stabilità è stata definitivamente approvata in Senato, al terzo passaggio parlamentare del suo cammino, seguito alla presentazione in Consiglio dei ministri da parte del governo, avvenuta lo scorso mese di ottobre.

Il disegno di legge presentato dal governo ha incassato per la terza volta la fiducia in parlamento, dopo i primi due passaggi sempre a palazzo Madama, avvenuto a fine novembre, e poi alla Camera venerdì scorso.

Numerosi i capitoli affrontati nel testo ora diventato definitivo, a cominciare da tasse e lavoro, come al solito al centro delle leggi di bilancio dello Stato.


Confermato l’addio all’Imu, la legge di stabilità ha introdotto la nuova Iuc, imposta unica comunale, basata sul calcolo delle precedenti Tares e Tasi. Con la nuova imposta, pagheranno tutti i proprietari di casa e anche gli affittuari, per un unico balzello che riguarderà anche i servizi pubblici ritenuti indivisibili e gestiti dai Comuni tramite la fiscalità locale. Il limite imposto alla nuova tassa sugli immobili rimane parificato a quello vigente con l’Imu 2013, cioè al 10,6 percento.

Novità importanti anche sul fronte lavorativo: il nuovo regime di tagli al cuneo fiscale dovrebbe portare qualche decina di euro in più ai dipendenti che abbiano redditi da lavoro entro i 30mila euro annui, mentre viene istituito un Fondo per la riduzione del cuneo dove andranno ad accumularsi i risparmi derivanti da spending review (in previsione, 3,5 miliardi da qui al 2017).

Esordio importante anche quello della web tax che, in versione ridotta rispetto all’emendamento presentato in Commissione Bilancio alla Camera, obbligando tutti coloro che si occupino di transazioni dovute a spazi pubblicitari o a diritti d’autore sul web, a detenere regolare partita Iva.

Si arriva, così, al welfare, dove da qui al 2020 è stata assicurata copertura per nuovi 17mila esodati, grazie alla messa i campo di risorse pari a 950 milioni di euro. E’ andata peggio ai pensionati, che si vedranno bloccare la piena rivalutazione delle pensioni fino a sei volte il minimo, con stop al 95% dell’indicizzazione anche entro i duemila euro.

Sulle assunzioni, viene varata in legge di stabilità 2014 la possibilità di dedurre l’Irap ai neoassunti: le imprese potranno dedurre dal valore della produzione netta fino a 15mila euro annui per ogni dipendente. Sul fronte dei capitali, invece, viene innalzato il rendimento deducibile dal reddito imponibile: dal 3% odierno, si passerà al 4,75% nel 2016.

Confermatissimo anche il bonus mobili e ristrutturazioni, con detrazione del 50% per gli interventi entro 96mila euro, mentre gli sconti per la riqualificazione energetica rimangono al 65%. Inalterato anche il bonus elettrodomestici.

Altre misure riguardano la legge sugli stadi, rivisitata in sede di commissione, che  permetterà la costruzione di nuovi impianti a condizioni vantaggiose, purché non si realizzino nelle vicinanze nuove aree residenziali. Sulle spiagge, invece, i contenziosi aperti allo scorso 30 settembre sul pagamento dei canoni demaniali marittimi sono chiusi seguendo due possibili direttrici: rata unica al 30%, oppure nove rate al 60% più gli interessi legali.

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3 COMMENTI

  1. vorrei sapere a quanti anni si può andare in pensione, e quanti anni di contributi si devono avere. GRAZIE

  2. Mi sembra che i più ricchi diventeranno sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.
    Si avvicina una GUERRA CIVILE.
    E’ ora di liberarci dei politici, che mangiano a sbafo e di tutti quelli che prendono una pensione più di 50.000 euro l’anno.
    BASTE CON LE TASSE, CAMBIARE IL NOME SEMBRA IL GIOCO DELLE TRE CARTE.
    RENZI DIMETTITI FACCI UN FAVORE.
    CON QUESTA LEGGE AUMENTERANNO SOLO I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ E I PRECARI, MENTRE IL TUO STIPENDIO LO PRENDERAI SEMPRE.

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