Matteo Renzi è uscito alle 22:30 sul palco a Firenze, per tenere il suo primo discorso da segretario del Partito democratico, dopo la marcia trionfale delle primarie, che lo hanno visto trionfare con il 68% dei voti su Gianni Cuperlo e Pippo Civati.

Il primo destinatario delle dichiarazioni del neo segretario è stato Beppe Grillo, il fenomeno delle ultime elezioni politiche, che ha portato in piazza il terzo V-Day domenica scorsa: “”40mila persone si sono raccolte per dire ‘vaffa’; oggi oltre due milioni di persone sono andati a votare per la proposta”.

Così, Renzi ha ringraziato i numerosissimi elettori ai seggi allestiti in tutta Italia per l’elezione a segretario del Pd, che hanno portato l’affluenza ben oltre il dato limite dei due milioni di elettori. “Chi ha votato oggi ci ha dato l’idea che si possa ancora credere nella cosa pubblica, che il coinvolgimento può ancora cambiare le cose”


“”Adesso tocca a una nuova generazione, che però non farà a meno dell’esperienza dei più anziani”, queste, invece, le parole di commiato che Renzi ha riservato per il gruppo dirigente del Partito democratico. “Non è la fine della sinistra, è la fine di un gruppo dirigente della sinistra. Noi non andiamo dall’altra parte del campo, noi stiamo solo cambiando giocatori”, ha aggiunto il sindaco di Firenze, tra gli applausi dei suoi sostenitori. “Ai teorici dell’inciucio – ha ribattuto tirando fuori il vecchio volto del rottamatore – vogliamo dire che vi è andata male”

Quindi, i primi impegni con gli elettori dopo il plebiscito delle primarie: “Subito un miliardo di tagli ai costi della politica, sì al maggioritario, basta con il bicameralismo perfetto e con le province. Non ci sono più alibi”. 

Sul rapporto interno al partito, il vincitore delle primarie ha rimarcato la necessità di chiudere con l’epoca delle correnti: “Da oggi – ha scherzato – è ufficialmente sciolta la corrente dei renziani”. Monniti per il sindacato, per i genitori che devono ristabilire l’autorità degli insegnanti nei riguardi dei figli, per l’impulso a una green economy. Quindi, il commosso ricordo di Nelson Mandela, che Renzi aveva ricordato già alle passate primarie del 2012 come proprio riferimento personale.

“Il meglio deve ancora venire”, è il saluto conclusivo di Renzi di fronte allo sventolio di bandiere che chiude la vittoria annunciata, e ora concretizzata, dell’uomo nuovo della politica italiana.

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