Nonostante tutto, il sistema democratico su cui regge il nostro Paese continua ancora a manifestare segni di vitalità ed a produrre, all’occorrenza, i necessari anticorpi.
E’ questo il caso della odierna bocciatura ad opera della Corte Costituzionale della legge elettorale per la elezione dei nostri rappresentanti al Parlamento italiano, meglio conosciuta come Porcellum.

Il Giudice delle leggi, dopo avere ritenuto ammissibile la questione di costituzionalità posta dalla Corte di Cassazione a seguito di un ricorso  presentato da alcuni cittadini-elettori, ha ritenuto contrario alle disposizioni costituzionali sia il sistema delle liste bloccate, sia l’assenza delle preferenze, sia l’enorme premio di maggioranza attribuito alla lista elettorale che ha ottenuto il maggior numero di suffragi.

In sostanza, con una sentenza solamente anticipata in sintesi e che conosceremo per esteso solo nei prossimi giorni, è stata demolita l’intera impostazione del Porcellum, con buona pace di tutte le forze politiche che ne hanno usufruito in questi anni per nominare, tra le poche persone serie e competenti, anche amici sfortunati, burattini telecomandati, veline in cerca di attenzioni mediatiche, inquisiti da proteggere, sfuggendo al necessario e democratico rapporto con gli elettori.


Al netto di qualche sparuta eccezione siffatto modello elettorale ha soddisfatto tutti ed ha consentito alle dirigenze dei moribondi partiti politici di sopravvivere ancora qualche anno, salvo contribuire con premeditata consapevolezza all’esponenziale crescita dell’antipolitica e del fenomeno populistico di Grillo.

Nonostante i periodici richiami del Presidente della Repubblica, il Parlamento si è fin qui sempre sottratto alla necessità di approvare una nuova legge elettorale, sperando magari in un giudizio di inammissibilità della Corte Costituzionale. Pertanto questa sentenza arriva come una scomunica che, in disparte gli effetti giuridici su cui si aprirà nelle prossime ore un enorme dibattito, delegittima un Parlamento accettato dagli italiani solo attraverso la mascheratura della non ancora superata crisi finanziaria. Possiamo, anche se a malincuore, gradire questo risultato ed accoglierlo come un dono natalizio, sperando che col 2013 ci lasceremo alle spalle, in uno al Porcellum, quel vecchio modello dell’agire politico, e quella vecchia nomenclatura della classe politica, che tanti danni ha già provocato alle future generazioni.


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