Colpo di scena sulle sigarette elettroniche: proprio quando sembrava ormai scontato come la linea ufficiale del governo fosse quella di tassare a più non posso anche questo bene di consumo, protagonista di un vero e proprio boom nei mesi scorsi, ora non solo si allentano i divieti nei luoghi pubblici, ma potrebbe essere inflitto uno stop all’imposizione.

Insomma, se in precedenza si cercava di ripercorrere la stessa  strada delle sigarette classiche, sulla spinta dei tabaccai risentiti del successo delle e-cig, in vendita ovunque tra farmacie, supermercati, negozi di elettrodomestici e persino edicole, ora si intraprende la via opposta: svapare in libertà, sembra questa la nuova linea prevalente, e possibilmente, a prezzi contenuti.

Addirittura, il dietrofront è arrivato tra le pieghe del decreto istruzione, convertito nei giorni scorsi dal Parlamento e pubblicato lunedì in Gazzetta Ufficiale. Un emendamento firmato dall’esponente Pdl e commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan. Si tratta di una modifica al decreto che conferma il divieto per il consumo di sigarette elettroniche nei locali scolastici, ma, al contempo, annulla le disposizioni contenute nel decreto lavoro della scorsa estate.


Dunque, non viene intaccato il principio smoke-free degli istituti scolastici nazionali, anche nelle aree all’aperto, ma da ora, per effetto della mini riforma, sarà possibile tornare ad aspirare il fumo nebulizzato sia nei bar che nei ristoranti, nei mezzi pubblici e, infine, nei cinema.

La controriforma, naturalmente, ha incontrato non poche bocciature, prima tra tutte il presidente della Lega italiana contro i tumori, Francesco Schittulli, che ha replicato alla nuova legge invocando il divieto almeno agli ospedali e alle strutture sanitarie.

Cauto anche il ministro della Salute Lorenzin, il quale ha ricordato come la battaglia del governo sia quella di “non vedere equiparate le sigarette elettroniche ai farmaci”.

Di ben altro avviso l’Anafe, sodalizio italiano per il fumo elettronico, che mette le mani avanti e chiede una revisione flash delle tasse che dovrebbero scattare il prossimo primo gennaio, con imposizione al 58,5% come per il tabacco classico: a questo proposito, la proposta dei rappresentanti dei rivenditori e-cig, è quella di ritenere congruo il 25% di imposta di consumo come punto di incontro tra le esigenze del fisco e le necessità di sviluppo del settore. Manca solo un mese all’entrata in vigore, ma è possibile che, anche in questi termini, interverrà la legge di stabilità 2014  con un emendamento ad hoc.

Vai allo speciale legge di stabilità 2014 con tutti gli emendamenti


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5 COMMENTI

  1. Trovo giusto che non si svapi non solo nelle scuole o negl ospedali…ma anche nei luoghi pubblici… il vapore emesso non è nocivo ma per un discorso etico e morale si dovrebbe svapare all aria aperta e lontano da altre persone. Nel nostro negozio, dall apertura (Aprile 2013) ad oggi, abbiamo fidelizzato oltre 1200 clienti che ovviamente fumavano le classiche bionde! Il 50% è rimasto fedele alla sigaretta elettronica riuscendo a dimezzare la nicotina e molti anche a svapare senza. Le considerazioni dei nostri clienti sono tutte positive riguardo l’ e.cig..Non hanno più catarro, non sentono più il cuore in gola quando fanno una corsa quindi niente affanno, sono ritornati ad assaporare tutti i cibi, l olfatto è migliorato…le entrate economiche negl ultimi due anni sono state maggiori grazie al notevole risparmio nei confronti delle classiche bionde…quindi concludo dicendo che…anche se dovessero triplicare il costo dei liquidi..noi ex fumatori…non riusciremo mai più a rinunciare ai vantaggi che la sigaretta elettronica ci ha riservato! Non dimenticando che dopo aver cambiato il nostro modo di fumare..ed azzerato la nicotina…il gioco è fatto e saremo tutti liberi da ogni dipendenza. Con le classiche bionde tutto questo non potrebbe mai succedere!

  2. è uno schifo e si parla di libero mercato ? chi ha investito in qusto campo cosa dovrà fare ???
    si parla di monopolizzare la vendita, accise del ,58,50 % con il risultatoto che molti, come forse io stesso, andremo all’estero, compreremo direttamente dalla cina le sigarette e le venderemo on line in Italia pagando tasse all’estero e facendo una sorta di concorrenza “sleale” che poi sleale non è se uno stato è stupido, con i negozianti italiani…… ma in che mondo viviamo???
    E’ questa la democrazia che tanto decantiamo oppure una sorta di dittatura pseudocomunista ???

  3. Premesso che son un medico, ho fumato 40 sigarette al giorno per oltre 40 anni, è da ottobre 2012 che grazie alle e-sig ho smesso completamente, concordo all’unisono con i precedenti colleghi che hanno commentato. Mi vergogno di essere italiano, l’unica cosa da fare è che alle prossime elezioni, ammesso che le facciano fare, è mandare a quel paese senza ritorno tutti questi azzeccagarbugli che ci governano. E QUANDO DICO TUTTI , DICO TUTTI DALLA PIU’ ALTA CARICA ALL’ULTIMO USCIERE

  4. Beh, mi pare in linea con la “morale” dei governi e l’ “etica” dei governanti italici:
    Bandire e uccidere le eccellenze italiane, demolire i prodotti che non uccidono, deminizzare le terapie che finzionano e nel contempo, fare sconti di centinaia di miliardi agli evasori loro soci nel gioco del “rovina tutti” o dare licenze a vaccini inutili o aprire le porte alle multinazionali del tabacco eliminando fisicamente i piccoli produttori di qualità italiani.
    Grazie governo! ma non dimenticate che siamo noi a pagare i vostri stipendi milionari!!!!
    VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!

  5. I produttori non sono daccordo sulla eventuale tassa del 25% sui liquidi anzichè 58,5% su tutto comprese le batterie solo che a questo governo la tutela della salute dei cittadini non interessa,viene calpestata da motivazioni economiche poichè qualsiasi tassazione ulteriore non è ammessa.Perche un settore nuovo in crescita come questo deve essere penalizzato ulteriormente?. Paghiamo iva al 22 % poi per le esig il dazio da 6 a 8 % , le normali tasse dal 27 al 37 % ,cosa vogliono ancora il Sangue? Le sigarette tradizionali hanno iva agevolata al 4 % In questo paese la libertà di fare impresa è soffocata dalle lobbye purtroppo e il mercato online all’interno della Comunità Europea farà soffocare i negozi con ulteriori chiusure e mancate entrate che per il momento non vengono calcolate da nessuno.6000 tra operatori e produttori! Mi vergogno di essere italiano !

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