Sono ore frenetiche in commissione Bilancio per la scrittura del testo che verrà presentato all’aula del Senato sulla legge di stabilità 2014-2016. Ogni minuto che passa, emendamenti vengono accolti, bocciati o riscritti, per aggiustare il tiro del governo in vista dell’approvazione parlamentare. Principale obiettivo delle modifiche a palazzo Madama è sempre la casa, ma su migliaia di modifiche arrivate, i temi toccati sono naturalmente molteplici.

Così, sulla casa, se appena una settimana fa sembrava scontato che al posto dell’Imu, già dal 16 gennaio fosse in procinto di avviarsi il Trise, con la sua ripartizione in Tari e Tasi, relativamente a rifiuti e servizi indivisibili, ora sembra tutto rivisto con il Tuc, tributo unico comunale che potrebbe portare l’aliquota al 10,6 per mille. VAI ALL’APPROFONDIMENTO

Le trovate più strambe e irrealizzabili hanno trovato modo di imporsi, per qualche giorno, all’attenzione della politica nazionale. Alcune di esse, , però, mentre proseguono le analisi della commissione Bilancio, sembrano però già scongiurate. Una delle iniziative più clamorose che sembra rientrata è indubbiamente la vendita delle spiagge, che avrebbe previsto la parziale estromissione dal demanio delle località balneari sottoposte a concessione. Un’iniziativa sconfessata anche dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che ha apertamente parlato di “svendita”.


Stesso destino, a quanto si evince dai primi esiti dell’esame in commissione, per l’ipotesi di introdurre una no tax area al di sotto dei 12mila euro di reddito, al momento fermo a 8mila euro per i lavoratori dipendenti e 7500 per i pensionati. L’idea di questo allargamento dell’esenzione fiscale è però stata giudicata inammissibile per difetto di copertura dall’organo in sede referente e, dunque, cancellata dalla versione del testo che sta per approdare in aula.

Altre novità che dovrebbero trovare spazio nella discussione parlamentare riguardano, in prims, l’innalzamento dell’utilizzo del contante a 5mila euro, un provvedimento di segno radicalmente opposto alla proposta di poche settimane fa in cui, invece, si teorizzava un inasprimento delle norme sulla tracciabilità.

E veniamo al cuneo fiscale, a parole al priorità assoluta del governo per la legge di stabilità 2014: dopo i conteggi che hanno stimato l’incremento in busta paga di 14 euro mensili, e analoghe proposte di 200 euro una tantum all’anno, si sta vagliando l’ipotesi di tagliare il costo del lavoro fino ai 30mila euro, che dovrebbe fornire un beneficio consistente alle buste paga tra i 15mila e i 20mila euro.

Ultima modifica, che appare ormai certa, è l’incremento del canone Rai che dovrebbe ammontare a sei euro complessivi, i quali finiranno in un apposito Fondo di nuova istituzione nel ministero per lo Sviluppo Economico. Ancora da valutare, invece, la proposta per la nascita di una piattaforma per l’accesso delle imprese al credito, in discesa libera anche nel 2013.

 

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  1. Ma come, sono passati appena pochi mesi dalla notizia-scandolo dei regali facili che hanno fatto in RAI,usando soldi pubblici, ed ora come ogni fine anno, hanno la faccia tosta di rincarare il canone di altri 6€. E’ una vera vergogna, uno schifo totale. E già, tra non molto è Natale i soldi servono…..Possibile che non si organizza una ribellione di massa a questi soprusi? Ci meritiamo questo ed altro.

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