Proprio mentre la legge di stabilità 2014 sta per arrivare al giro di boa in Senato, con la presentazione del testo dei circa 3mila emendamenti che sono andati a completarlo in esame, viene giudicato incostituzionale uno dei capitoli più importanti per l’area welfare. Il blocco delle indicizzazioni, nucleo della nuova legge di bilancio attorno a cui ruotano le novità sul welfare, è illegittimo: così ha sentenziato il tribunale del Lavoro di Palermo.

Insomma, al terzo anno di proroga, lo stop all’adeguamento degli assegni al costo della vita viene definito come contrario alla Carta fondamentale, per quello che rischia di frenare definitivamente l’azione sulla previdenza del governo.

Come noto, nessuna controriforma Fornero è stata avanzata dai ministri dell’esecutivo, men che meno dal presidente del Consiglio in persona, il quale ha riservato la propria attenzione sul welfare alla duplice sfera del blocco all’indicizzazione e, dall’altra parte, ai contributi di solidarietà per i redditi da pensione oltre i 150mila euro, basandosi proprio sulle disposizioni del decreto salva Italia 2011, al cui interno vennero riscritte le regole per il ritiro dal lavoro, tuttora vigenti.


Ora, però, uno dei due pilastri che hanno trovato spazio in legge di stabilità, rischia di crollare di fronte alla sentenza del tribunale di Palermo, emanata lo scorso 6 novembre, dove la legge Fornero, come si legge nella sentenza, viene nuovamente rimandata alla Corte costituzionale sul tema dello stop agli adeguamenti pensionistici.

“Tale principio – scrivono i giudici – ha portato più volte la Corte Costituzionale a dichiarare l’illegittimità di disposizioni che non contenevano alcuna previsione volta ad assicurare nel tempo la conservazione del valore delle prestazioni da loro erogate”. Così la corte siciliana ha ricordato le bocciature della Consulta sulle linee dei governi Berlusconi e Monti, i quali, prima di Letta, hanno tirato il freno all’indicizzazione.

A fronte di ciò, l’atteggiamento dell’esecutivo sarebbe ancor più da censurare nella misura in cui “non ha tenuto conto del monito della Corte Costituzionale sopra enunciato e ciò tanto più che il blocco della perequazione automatica produce i suoi effetti in modo permanente, non essendo prevista alcuna forma di recupero negli anni successivi”.

A parere della corte siciliana, sarebbero tre gli articoli della Costituzione violati: 36, 38 e 53, poiché non viene rispettata la conservazione nel tempo del valore della pensione, viene alterato il principio di eguaglianza, oltre a quello di ragionevolezza nel potere di imposizione. Così, la riforma Fornerofinisce al vaglio della Consulta, in particolare, richiee il Tribunale, nell’articolo 24 comma 25. VAI AL TESTO DELLA LEGGE

Vai al testo della sentenza


CONDIVIDI
Articolo precedenteLegge di stabilità 2014, Imu, Trise, Tasi e ora Tuc: le tasse sulla casa
Articolo successivoLegge di stabilità 2014: il testo dell’emendamento che istituisce il Tuc

10 COMMENTI

  1. Quando sono andato forzatamente in pensione (licenziato per avere superato i 35 anni di contributi che di fatto erano 39 mentre nella stessa azienda hanno continuato a lavorare altri ai quali è stato consentito di raggiungere i 48 anni di contribuzione) la mia pensione era pari a circa il 54% della media degli ultimi 10 anni di stipendio. Avrei dovuto avere anche una pensione integrativa, pagata con le mie tasche 7.75% sullo stipendio senza tetto + 0,50% di contributo di solidarietà. La pensione integrativa non l’ho ricevuta. Mi hanno liquidato con il cd. Zainetto che di fatto è stato pari a meno di un terzo del mio capitale accumulato. Dicevano il Fondo fosse in perdita mentre ha ottenuto una ingentissima plusvalenza sulla liquidazione dl patrimonio immobiliare e non vogliono retrocedere nulla a recupero di quanto perso malgrado un accordo sindacale e le pevisioni dello Statuto del Fondo. Ora la mia pensione è circa un terzo (o forse meno) di chi è rimasto al mio posto (il cd. pari grado in servizio). Ora non sono certo alla fame, ma prendere 50 mila lordi anziché 130.000 fa una bella differenza. I contributi pagati erano buoni. Solo quest’anno la pensione mi è stata ridotta di 170 euro al mese e non ho ancora capito perché. Se avessi potuto investire in una pensione con una assicurazione privata il 50% di quanto contribuito all’INPS regalandole il resto oggi prenderei almeno il doppio. In barba alla Costituzione. Il sistema previdenziale Italiano è di tipo regressivo, più si paga, meno si riceve. Però ci sono i vitalizi. In certi paes CEE la pensione non è neppure tassata o lo è in modo ridottissimo e simbolico.

  2. Mi rifaccio alle parole di Viviana e le faccio mie “Ho 40 anni di contributi 58 anni di età e dopo una vita di lavoro mai avrei pensato di trovarmi in una situazione simile , dovevo andare in pensione ad Aprile ed invece tutto spostato al 2014 , nel frattempo niente , doveva esserci il decreto nella legge di stabilità per la continuazione della mobilità ma non è uscito e viviamo cosi’ nella speranza , ma c’è lo sfratto che incombe e tante altre spese che sono saltate . Ci hanno ignorato tranquillamente senza ritegno !!!

  3. L’11 ottobre il senatore dell’Aringa mi ha confortato dichiarando che a breve si sarebbe finanziato il Fondo per l’occupazione che doveva rimborsare coloro che per effetto della riforma Sacconi si trovano da mesi senza reddito alcuno, ma ad oggi tutto tace e novità non ce ne sono.
    Ho 40 anni di contributi 60 anni di età e dopo una vita di lavoro mai avrei pensato di trovarmi in una situazione simile. Sono indignata. Ho abbandonato il lavoro nel dicembre 2008 e sto subendo l’effetto di leggi promulgate nel 2010 che hanno efficacia retroattiva. Purtroppo siamo pochi ed abbiamo poco peso così…non facciamo notizia e …non ci fila nessuno. Che vergogna!!!!

  4. ognuno ha le propie ragioni, ma non facciamoci la guerra tra poveri, questi signori continuano a rubare vedi le notizie che provengono dalla Sicilia e non hanno nessuna intenzione di toccare i propi privilegi, non toccheranno mai le province, mai i costi della politica, mai i fondi ai partiti,loro non si toccano niente e poi escono in televisione con le loro facce di bronzo a chiederci i sacrifici a noi cittadini vergogna
    ps menomale che esiste la costituzione ma ultimamente i nostri POLITICANTI
    stanno calpestando anche quella

  5. Ed il blocco degli adeguamenti delle paghe del pubblico impiego i cui rinnovi dei contratti sono stati rinviati alle calende greche? Quello è costituzionale?

  6. a quanto pare l’incostituzionalità è sempre a favore di chi è già stato favorito. Come mai non è incostituzionale aumentare l’età pensionabile e gli anni di contribuzione? a pochi anni di distanza ci si trova a dover lavorare 5, 6, 7, anni di più rispetto a prima; lavoratori di qualsiasi professione sono costretti a lavorare ben dopo i 60 anni allo stesso modo dei quarantenni, dimenticando che lo stipendio è a volte più basso della pensione dei fortunati pensionati di qualche anno fa!!!
    Tutto ciò è costituzionale?

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here