Poveri pensionati, verrebbe da dire. Non solo per solidarietà nei confronti di una categoria sempre lontana dalle priorità dei governi, a meno che non siano in programma stangate epocali, ma anche per il gruzzolo sempre più leggero che i ritirati dal lavoro portano a casa ogni mese. E la legge di stabilità 2014 non inverte il trend, rispecchiando la linea generale degli ultmi governi: sempre più difficile avere i requisiti per la pensione, sempre meno conveniente andarci.

Come noto, la legge di stabilità 2014 non ha riservato attenzioni particolari per il comparto pensionistico. Le misure introdotte nella legge di bilancio, sono essenzialmente due e riguardano, da una parte, il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro (con prelievi del 5%, 10% o del 15% a seconda che il reddito previdenziale sia sotto i 150 o 200mila, oppure superi tale soglia), mentre dall’altra è stato confermato il blocco delle indicizzazioni.

Questa misura, naturalmente, non riguarda tutti i livelli di assegno pensionistico, ma coinvolge essenzialmente i contributi di previdenza superiori ad almeno 3 volte il minimo, ossia,  per l’anno in corso, 1443 euro al mese. Il blocco stabilito nella finanziaria 2014 introduce il principio secondo cui le pensioni non potranno adeguarsi neanche per l’anno prossimo venturo all’incremento dell’inflazione, che gli assegni Inps dovrebbero seguire in base alla legge del 1998.


Di norma, prima della riforma Fornero, le indicizzazioni degli assegni previdenziali corrispondevano dal 100 al 75% all’aumento del costo della vita. Ora, invece, la legge severa che ha introdotto i nuovi minimi anagrafici e contributivi per l’accesso al sistema pensionistico, ha sortito come effetto quello di aver bloccato – ormai per il terzo anno consecutivo – le indicizzazioni delle pensioni già erogate.

Ora, infatti, la legge di stabilità che approda in queste ore in Parlamento, prevede il ricalcolo completo entro il triplo del trattamento minimo, mentre si fermerà al 90% per quelle comprese tra tre e quattro volte l’assegno base Inps. Oltre tale soglia, l’indice di ricalcolo verrà ridotto del 50%, con effetti che produrranno riduzioni del 5% al reddito da pensione nei prossimi 3 anni.

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4 COMMENTI

  1. Lo sapete che i salvaguardati che hanno avuto copertura dal decreto del 2013 sono per il momento salvaguardati a metà’ poiché’ chi come il sottoscritto ha avuto uno slittamento per andare in pensione dalla data prestabilita in origine (01-10-2013) alla data 01-05-2014,ha avuto copertura solamente fino al 31-12-2013 perché’ l’erogazione viene annullata dal01-01-2014 e quindi grazie a questa novità’ dovrà aspettare ancora un nuovo decreto nel 2014, e quindi affrontare ancora un nuovo periodo senza sostegno economico. Grazie letta per questa novità’, ma non dovevate tutti a parole risolvere come primo problema quello degli e sodati e salvaguardati che al contrario di quello che pensa con la sua pancia piena quel signore (si fa’ per dire) di Ferrara, esistono e che se ne vuole conoscere uno come lui ha detto eccomi pronto..

  2. Ho una pensione INPS ed una pensione integrativa che sommate insieme superano di poco i tremila euro lordi. Nessuno ha spiegato se nel mio caso è dovuta la perequazione per le fasce inferiori a sei volte il minimo.

  3. le pensioni devono essere liquidate in base ai versamenti effettuati: si parla sempre di alta dirigenza la quale col vecchio sistema retributvo percepisce la pensione in relazione all’ultimo stipendio. gli uffiali delle FF.AA. nessuno ne parla.la legge ancra in vigore consente per gli ufficiali, viene loro regalato, senza alcun versamento, una promozione prima di andare in pensione e successivamente altro grado maturato appen in pensione per cui si arriva facilmente a generale passando dal grado di ten.col. a generale e liquidato sia come generale per il tfr così nche per la pensione . duegradi senza versare alcun tributo. Peccato che tutti lo sanno e nessuno vi provvede.

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