Continuano le polemiche sui test di medicina, in seguito alla pubblicazione delle graduatorie avvenuta lo scorso 23 settembre. Come ogni anno, anche nel 2013 no sono mancate lamentele e ritorsioni intorno ai test di ingresso per le facoltà a numero chiuso, ma questa volta sembra davvero che la situazione possa sfuggire di mano.

Come si ricorderà, infatti, già con le date in cui i test dovevano tenersi era sorto un primo accenno di caos istituzionale: era infatti emersa la convenienza di tenere i quiz selettivi a ruota degli esami di maturità, una scansione che per ragioni logistiche dei singoli studenti, già provati dall’Esame di Stato, era stata scartata non appena erano emerse le possibili storture.

Archiviato questo primo ostacolo, dunque, erano state diffuse le date secondo la scansione classica del mese di settembre: fin qui, nessuna polemica, tutto rimesso al proprio posto e le classiche settimane ferragostane sui libri per i giovani prossimi a ottenere il numero di matricola.


Poi, il 23 settembre, con l’ufficializzazione delle graduatorie, ecco di nuovo la bufera, dovuta, questa volta all’amara sorpresa del cambio in corsa dei criteri utilizzati per valutare gli elaborati dei singoli candidati. Le polemiche sono dovute all’introduzione e poi alla scomparsa del bonus maturità, una valutazione superiore per chi avesse riportato all’esame di fine liceo un giudizio non inferiore agli 80/100.

Così, ora è il Codacons a farsi sentire, a difesa degli studenti, mettendo in evidenza i nei dei criteri di valutazione utilizzati alle prove, che potrebbero anche essere annullate per effetto di una sentenza del Tar del Lazio, con l’ulteriore pericolo di dover ricominciare tutto daccapo.

Ecco il passaggio chiave dell’esposto Codacons:

“La graduatoria potrebbe essere frutto di errori e irregolarità e quindi risultare alterata da più parti sono state denunciate gravi anomalie, riscontrate dagli stessi studenti durante le prove. Dagli errori contenuti nelle domande alla violazione dell’anonimato, in ogni caso situazioni in grado di inficiare i test d’ingresso. Da un lato chiediamo alla magistratura di attivarsi nell’interesse degli studenti sequestrando cautelativamente i risultati delle prove, dall’altro invitiamo gli stessi studenti ad aderire al ricorso collettivo contro il numero chiuso per le facoltà di medicina e odontoiatria avviato dal Codacons, così da far valere il proprio diritto allo studio. Gli esiti dei test d’ingresso dimostrano chiaramente come il sistema del numero chiuso sia fallace e debba essere abbandonato definitivamente: nessuno ha ottenuto il punteggio massimo; il voto migliore è stato 80, 90 su 90; tra la posizione numero 10mila e la 11mila, ossia la fascia che decide chi passa e chi resta fuori, c’è appena un punto di differenza; il 30,1% dei candidati è risultata sotto la sufficienza.”


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