Ieri sono stati ritrovati dei resti sul fondale nei pressi del Ponte 4 della Costa Concordia. Dopo i primi entusiasmi le notizie in merito si sono fatte via via sempre più fumose fino a creare un vero e proprio giallo; infatti pare che i resti possano non essere ossa umane, ma semplicemente appartenenti a carcasse di animali marini. A tal proposito però vige ancora stretto riserbo e non c’è stata alcuna conferma da parte delle autorità anche se fin da questa la mattina, sull’isola del Giglio, è stato un rincorrersi di indiscrezioni.

L’adnkronos, che ha riportato la notizia, ha citato fonti investigative, quindi i sospetti dovrebbero essere qualcosa più di una semplice voce. Intanto la Protezione civile chiarisce che “le analisi sui resti ritrovati ieri presso il relitto della Costa Concordia non sono ancora state effettuate” e spiega che “la procura non ha ancora nemmeno affidato l’incarico e che in ogni caso ci vogliono alcuni giorni per giungere a conclusioni fondate”.

Dunque dopo l’ottimismo di ieri, oggi ha prevalso la prudenza che alimenta la possibilità che le voci che si rincorrono sull’isola siano vere, ossia che alcuni medici che hanno visionato i reperti abbiano sollevato, da subito,  dubbi sulla possibile origine umana. Se così fosse si ritornerebbe al punto di partenza. I frammenti recuperati ieri sono quattro e il più grande è di 18 centimetri. Sono state avvertite del ritrovamento le famiglie di Maria Grazia Trecarichi e di Russel Rebello, le due vittime disperse, chiamate direttamente dalla Protezione civile.


“Pensiamo di aver conseguito un piccolo risultato che è solo finalizzato a restituire un corpo o parti di un corpo a quelle due famiglie” aveva detto ieri ai microfoni di Sky Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, anche se poco prima aveva ribadito l’importanza che avrebbe assunto il rilevamento del dna che sarebbe stato decisivo: “Abbiamo rinvenuto dei resti che potrebbero essere riferibili alle persone che stiamo cercando. Abbiamo avvisato il procuratore della repubblica e i familiari”.

“Si tratta di parti – proseguito Gabriellidovremo aspettare le analisi per capire l’effettiva natura, ma la posizione e le prime impressioni ci fanno ritenere che possano essere i resti delle persone che stiamo accertando”. La Protezione civile invita alla cautela: “Bisogna aspettare le analisi”. Oggi nelle acque davanti al Giglio i sub si sono di nuovo immersi a caccia di tracce di Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello, i due dispersi nel naufragio del 13 gennaio 2012.

 Vai allo speciale sulla Costa Concordia.


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