Nel pacchetto destinato ai precari della pubblica amministrazione, non c’è spazio solo per i giovani che prestano la propria attività negli uffici pubblici. Stabilizzare migliaia di atipici, infatti, non può prescindere dall’applicazione di un turnover che abbassi l’età anagrafica degli organici nella PA.

Così, parallelamente alle assunzioni a tempo indeterminato, tra le pieghe del decreto si trovano anche diverse indicazioni su come gestire le quote dei dipendenti in esubero. 

In particolare, è risaputo che il testo inviti le pubbliche amministrazioni a completare le quote dei lavoratori in eccesso entro il prossimo 30 settembre. Da allora, però, si aprirà un lungo percorso, in simultanea al progressivo inserimento nelle piante organiche dei precari con contratti a tempo indeterminato, che porterà a corposi tagli del personale attualmente in carica.


Per ovviare a questo iter, il decreto, in vigore e già nei cassetti del Senato per il suo tragitto parlamentare in vista dell’ok definitivo, prevede l’allungamento dei requisiti per la pensione antecedenti alla riforma Fornero fino a tutto il 2015. Ai dipendenti attualmente alla scrivania negli enti pubblici, inoltre, è consentito conservare il proprio posto di lavoro fino ai 70 anni, in linea con le previsioni della legge pensionistica e le ipotesi di riforma che potrebbero portare a un’uscita ritardata con incentivo in assegno.

Comunque sia, il decreto precari stabilisce che, a entrare nel numero di quei lavoratori che lasceranno il lavoro entro i prossimi 3 anni, saranno coloro che abbiano maturato i requisiti minimi entro il 2011. 

A questo proposito, obiettivo del governo è quello di scongiurare il presentarsi di fattori di contenzioso a seguito dell’entrata in vigore della legge previdenziale, con ulteriore rischio di sobbarcare le amministrazioni di un danno economico in aggiunta alla riduzione di personale.

Quella dell’apertura del contenzioso è una pratica particolarmente frequente nei casi di dirigenti e professori delle università, per effetto del decreto Salva Italia che, all’articolo 24, enunciava le possibilità di evitare il collocamento a riposo.

Lo stesso decreto precari, in aggiunta, introduce il principio secondo cui gli esuberi inseriti nel computo della spending review 2012 devono intendersi, in termini di risoluzione, con carattere obbligatorio per chi abbia maturato i requisiti precedenti alla legge Fornero, ossia i 65 anni di età, oppure i 40 di contributi, invece che 66 anni e 3 mesi, oppure 41 anni di contributi e 5 mesi per le done, contro i 42 e 5 mesi per gli uomini.

Vai al testo del decreto precari PA pubblicato in Gazzetta Ufficiale


5 COMMENTI

  1. C’e’ anche tanta ignoranza e demagogia nell’opinione pubblica.Intanto e’ ora che una certa parte la smetta di demonizzare le pensioni erogate con il retributivo per due semplici motivi:in presenza di stipendi dalla dinamica piatta e con pochi guzzi di crescita i due sistemi non producono risultati granche’ differenti e poi diciamoci anche che gli stipendi dei pubblici sono di norma piu’ bassi di quelli di omologhi lavoratori del privato.Inoltre la proposta di alcuni di ricalcolare tutto con il contributivo e’ veramente odiosa perche’ allora se lo avessi saputo forse avrei aderito a schemi di previdenza complementare.Il contributivo nasce proprio come primo pilastro pensionistico con il presupposto che uno possa farselo il secondo pilastro.Se lo facciamo ora per allora come si fa?

    Purtroppo in tempi di crisi ece fuori tutto il livore e la rabbia di molta parte del paese.

  2. è ora che la smettano di calcolare la pensione di chi ha erogato contributi e mi sembra giusto che chi ha lavorato 40 anni deve andare a casa per permettere ai giovani di lavorare e costruirsi un futuro.Sarebbe invece opportuno che le pensioni-vitalizio sarebbero rivisitate per diverse ragioni la prima tra tutti e che visto che non sono stati erogati contribuiti per un corrispettivo valore sarebbe opportuno trovare un giusto ristoro riconosciuto ma non un eccesso di denaro che pesi sulle casse dello Stato. Dopo la riforme Tremonti- Berlusconi e Fornero-Monti per i lavoratori non hanno attuato la riforma dei vitalizi dei parlamentari che per altro è difficile togliersi i soldi e i cittadini lo sanno, ma loro fanno i finti tondi con promesse da marinaio. Ma i politici quando la smetteranno di prelevare sempre sui meno abbienti. se molti di loro si proclamano cattolici poi perchè di fatto non agiscono per quello che dichiarano di essere ? Forse i cittadini dovrebbero considerare i comportamenti messi in atti e non le parole spese senza consistenza-
    Rispetto all’articolo commento che forse sarebbe opportuno che i pre requisiti Fornero-Monti sarebbero applicabili anche nel 2016 perchè è l’anno che termina il sistema retributivo e per evitare ulteriori iniquità bisognerebbe estendere tali diritti a tutti i lavoratori per salvaguardare i diritti acquisiti altrimenti tali diritti non esistono neppure per chi sta in pensione con la rimodulazione di tutto il sistema di regalie fatte negli anni 80 e 90 che sono andati in pensione con 25 o 30 anni di servizio e calcolati con l’ultimo stipendio. sicchè se prima non avevi messo i contribuiti poco importa ma loro si che si sono salvaguardati.

  3. Sig Mario tutto giusto quello che lei dice,ma purtroppo non viviamo in un paese normale ma in un paese dove la fanno sempre franca i furbi e i disonesti con l’avallo delle varie classi politiche che si sono succedute e non ultima questa.
    Io ormai ho perso le speranze di vivere in un paese dove vige l’onesta e dove una classe politica opera per il bene del paese e non solo per interessi di parte o peggio personali.
    Distinti saluti Antonio

  4. sono veramente sdegnata e schifata di tutte queste buffonate che ci propinano i nostri politici. Tutto il sistema è sbagliato, e come al solito la parte più debole paga lo scotto degli errori e degli abusi di chi ci governato fino ad oggi…ci vorrebbe semplicemente amare la politica , i cittadini, la patria e lavorare al fine di proteggere e salvaguardare tutti..
    sicuramente pura utopia, mi sento con assoluta certezza presa in giro da una massa di inetti.

  5. La legge Formero a parere mio e di molti altri è una legge assurda come le tante cose assurde che capitano nel nostro paese, se non si manda in pensione le assunzioni
    provocano solo confusione e problemi economici.
    Chi come me nato nel 1953 ha compiuto i 40 anni di servizio, non i 15 anni i 19 anni gli 11 anni, le legislature varie, ma quaranta anni di lavoro è entrato in un epoca nella quale non era di uso fare pensioni integrative, dato che quello che ci veniva ritirato sulla busta paga era già tanto.
    Pertanto mi auspico che vengano fatte le giuste riflessioni perché se no come dice Grillo e bene che tutta questa gente se ne vada a casa e lasci il posto a persone più oneste.
    Non si può prendere in giuro le persone dicendo, a uno che ha lavorato più allungo degli altri che per andare in pensione deve anche rimetterci qualcosa, che riguardino le pensioni bebi che magari sono affiancate a delle pensioni proprie o del coniuge esagerate.
    Io spero che l’onestà di chi ci guidi rifletta che le ingiustizie non portano mai bene e che l’onesta è alla base del nostro paese.

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