La data del 9 settembre è sempre più vicina, e gli schieramenti iniziano a muoversi sul campo di battaglia. E’ stata depositata oggi la memoria difensiva da parte dei legali di Silvio Berlusconi, per la questione relativa alla possibile decadenza dalla carica di senatore.

Come noto, la probabile conclusione della carriera parlamentare del Cavaliere deriva dalla condanna passata in giudicato dopo la conferma da parte della Cassazione lo scorso primo agosto nell’ambito del processo diritti tv Mediaset.

Quattro anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici da ricalcolare in sede di appello, comunque certa: basterebbe questo a causare più di un grattacapo ai difensori di Berlusconi, che vedono, invece, gravare sul proprio assistito l’ombra della legge Severino, che prevede l’impossibilità di accogliere in Parlamento tutti i condannati al di sopra dei due anni.


Insomma, lo scontro finale ha già una data, ma per non arrivare impreparati, gli avvocati di Berlusconi hanno consegnato proprio oggi la memoria difensiva dell’ex premier alla Giunta per le elezioni del Senato, che dovrà pronunciarsi sulla decadenza del leader Pdl. Al solito, si dibatte sui cavilli e sulla possibile agibilità politica del Cavaliere, che potrebbe restare in vigore, consentendogli di continuare la sua azione politica dall’interno delle istituzioni.

Tutto dipenderà da come si esprimeranno i membri dell’organo elettorale di palazzo Madama, con i numeri che non lasciano adito a dubbi: scontati i voti di MoVimento 5 Stelle e Sel da una parte, e Pdl e Lega Nord dall’altra, tutto è nelle mani di Scelta civica e, soprattutto, del Partito democratico.

Dalla decisione dei membri Pd interni alla Giunta, con ogni probabilità dipenderà l’esito della disfida: ecco perché a rischiare non è solo Berlusconi, ma il governo Letta, che ha in Pd e Pdl le colonne della maggioranza a suo sostegno.

A suffragio delle ragioni di Silvio Berlusconi, sono stati presentati ben sei pareri pro veritate di costituzionalisti che compongono la memoria difensiva, con la richiesta unanime di rinviare alla Corte costituizonale per possibile illegittimità la legge Severino, sperando, prima del pronunciamento, di ottenere un’interruzione dei lavori sulla decadenza dell’ex presidente del Consiglio. Insomma, anche se all’appuntamento decisivo mancano ancora un paio di settimane il fronte è già caldissimo.

Vai al parere di Giovanni Guzzetta

Vai al parere di Giorgio Spangher

Vai al parere di Antonia Antonella Marandola

Vai al parer di Roberto Nania

Vai al parere di Gustavo Pansini;

Vai al parere di Nicolò Zanon, Beniamino Caravita e Giuseppe De Vergottini


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3 COMMENTI

  1. LEGGEREI QUEI PARERI, SE FOSSI CERTO CHE I LORO REDATTORI NON SONO STATI PAGATI PER LA LORO FORMULAZIONE.
    PERSISTENDO IL DUBBIO E DISPONENDO DI POCO TEMPO, MI SONO ACCONTENTATO DI LEGGERE QUANTO TRASCRIVO.
    DEL RESTO, IN CLARIS NON FIT INTERPRETATIO.

    – Costituzione Italiana, art. 65, comma 1: “La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore”.

    – Costituzione italiana, art. 66: ” Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità o di incompatibilità”

    – Corte costituzionale, sentenza 31 marzo 1994, n. 118:
    ” L’art. 1, primo comma, della legge 18 gennaio 1992, n. 16 (contenente norme in materia di elezioni e nomine presso le Regioni e gli enti locali, sostitutive dei primi quattro commi dell’art. 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55, emanata a sua volta per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso) nella parte in cui dispone che la decadenza di diritto ivi prevista da una serie di cariche elettive conseguente a sentenza di condanna, passata in giudicato, per determinati reati, operi anche in relazione alle consultazioni elettorali svoltesi prima dell’entrata in vigore della legge medesima, ed a reati commessi anch’essi prima di tale data, non si pone in contrasto con il principio di irretroattività stabilito dall’art. 25, secondo comma, Cost. Secondo la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, infatti, l’art. 25, secondo comma, Cost., nel sancire tale principio, si riferisce alle sole sanzioni penali, e d’altra parte, nella specie – come lo stesso giudice rimettente riconosce – si è in presenza della ordinaria operatività immediata di una legge, e non di retroattività in senso tecnico, con effetti “ex tunc”. (Non fondatezza, in riferimento all’art. 25, secondo comma, Cost., della questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, primo comma, della legge 18 gennaio 1992, n. 16)”

  2. Il parlamentare Severino del PDL fece una legge, che fu approvata dal governo Berlusca e &, che ora considera incostituzionale!!!! Ma quante buffonate dobbiamo ancora sopportare noi poveri italiani?

  3. I legali del Berlusca, che la legge Severino l’avevano a suo tempo approvata con i loro voti in quanto parlamentari, ora la vogliono far passare per illegittima. Alla “non vergogna” non c’e’ limite per certe persone! I poveri italiani sono costretti ad assistere a queste farse che fanno ridere il mondo intero e perdere di credibilita’ per colpa di qualcuno.

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