Il nuovo decreto salva precari della pubblica amministrazione, oltre a disciplinare da qui al 2015 la “exit strategy” per trarre in salvo decine di migliaia di atipici nei ranghi degli enti statali o territoriali, stabilisce i nuovi criteri di selezione, varo e svolgimento dei concorsi pubblici.

In un primo momento, si era diffusa la voce che nel decreto in via di stesura al Ministero della Funzione pubblica si stesse ragionando su bandi ad hoc per i dipendenti pubblici con contratti a termine: insomma, una vera e propria via di accesso riservata, senza l’intralcio di candidati esterni in grado di soffiare il posto tanto ambito.

Già dalle battute seguenti, però, era apparso evidente che il testo in via di completamento richiedesse qualche ritocco prima della presentazione ufficiale, anche a seguito dello slittamento pre Ferragosto dopo la quasi certezza dell’arrivo in Consiglio dei ministri. Così, si è passati allo scorso venerdì, quando il decreto è stato stoppato nuovamente per ulteriori verifiche alle coperture fornite alle nuove regole di assunzione.


Quindi, ieri, la tanto attesa fumata bianca: decreto e ddl sono stati approvati dal Consiglio dei ministri, con il decreto stesso che si appresta alla pubblicazione immediata in Gazzetta Ufficiale.

Nella versione finale del testo, però – divenuto, nel frattempo un ddl – le misure introdotte per modificare l’iter dei concorsi pubblici hanno rivelato come il trattamento riservato ai precari fosse mitigato dalla divisione equa dei posti tra nuovi candidati e vecchie conoscenze della pubblica amministrazione.

Così, nel disegno di legge che finirà all’esame del Parlamento, viene messo in chiaro come il 50% delle posizioni aperte con un bando pubblico. Dunque, dobbiamo attenderci nei prossimi mesi un diluvio di concorsi per stabilizzare i precari e insieme portare dentro gli uffici un numero equivalente di nuovi addetti? Non proprio, anche perché per lo Stato sarebbe un costo assolutamente insostenibile.

Per la precisione, i precari della pubblica amministrazione in Italia sono oltre 155mila, di cui 86mila hanno contratto a tempo determinato, 42mila hanno rapporto co.co.co., 18mila sono gli addetti ai lavori socialmente utili e poco più che 9mila gli interinali, mentre qualche centinaia ha in essere un contratto di formazione.

Così, specifica il nuovo provvedimento del ministro D’Alia, per accedere ai posti riservati ai precari nei futuri concorsi pubblici, bisognerà aver maturato per lo meno 3 anni di carriera nella pubblica amministrazione nell’arco degli ultimi 5 solari, in svolgimento di un contratto a tempo determinato e senza aver lavorato presso organizzazioni di stampo politico.

Questo, il quadro, che verrà comunque tenuto d’occhio dalla cabina di regia ministeriale, che dovrà conoscere le esigenze dei singoli enti che richiedano di accedere ai posti riservati ai precari, previa dichiarazione motivata. Le selezioni potranno essere svolte entro il 31 dicembre 2015, data limite a cui è stata prorogata la validità delle graduatorie da cui molti atipici provengono. Resterà comunque possibile, entro la stessa data, ricorrere a contratti a temine per colmare vuoti di organico da parte degli enti territoriali. Scadute le graduatorie, poi, il bilanciamento tra precari ed esterni nei posti assegnati via concorso dovrebbe diventare la regola.

Vai al testo del ddl sui concorsi

Vai al decreto salva precari della pubblica amministrazione

 


3 COMMENTI

  1. Ritengo oppotuno ricordare a tutti che esistono anche i lavoratori PA “normani” cioè persone che con fatica e tanto studio sono riusciti a meritarsi un posto pubblico senza sconti. Purtroppo a queste persone è stata negata la possibilità di avere una carriera con il blocco delle assunzioni.
    Non che prima i “normali” ne avessero tante di possibilità, stabilizza le segretarie con livelli inauditi, poi sistema con la progressione di luglio agosto gli amici degli amici …i sindacalisti compiacenti….restava comunque poco..
    Adesso la genialata, se sei assunto meritevolmente a tempo indetrminato magari in B1/ o B3 devi morire con 1100 € al mese perchè, basta progressioni verticali, ora basta ancge ai concorsi risevati 50% agli interni.
    Mi chiedo, ma tutti i precari che un pochino “pretendono”sono precari perchè hanno Superato un concorso o ci sono anche tanti “inseriti brevimano”.
    A dimenticavo i dirigenti, sempre meno quelli per concorso, ma spesso con incarichi fiduciari (leggi compiacenti o yes Man) …
    Persone Normali che credono nel loro lavoro senza cedere alle convenienze, lo fanno bene anche quando è evidente che nessuno ne terrà mai conto.
    Sono da qualche tempo in PA, ovviamente laurea e concorso, e mi sento con qualche diritto in più di qualche zerbino di assessore…
    A quella parte di precari i che sono solo sfortunati perchè le graduatorie sono bloccate faccio i migliori auguri, se li meritano tutti, merocraticamente scelti hanno diritto a non essere dimenticati, ma non siano il pretesto per rimpinzare di raccomandati dalle dubbie capacità e volonta la PA, abbiamo già dato ….

  2. Scusate, sono un interinale che ha lavorato per due annie ora sono in mobilita’, la nostra situazione viene tutelata? ci sara’ qualcosa anche per noi?

  3. Buon giorno…vorrei capire se per essere precari…in maniera assoluta devi necessariamente aver lavorato a td per 36 mesi negli ultimi 5 anni…al momento dell’approvazione della legge…e chi ha lavorato 30 mesi?o 35 mesi e 20 giorni???come si chiamano quelli???e perchè non prevedere un criterio un pò elastico??le solite cose all’italiana…si stringono le maglie per concedere a pochi di passare…e al contempo si fa un gran parlare…di una legge che è iniqua e poco risolutiva…che delusione!!

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