Nonostante il periodo poco consono a un rompete le righe, le istituzioni sono ufficialmente in vacanza. E lo saranno per molto tempo: chiuse le sedute odierne, sia Camera che Senato si aggiorneranno a settembre. 

Non è bastata la sentenza Mediaset che ha condannato a quattro anni Silvio Berlusconi e tutto ciò che ne è conseguito, tra implorazioni al Quirinale per una grazia irricevibile e minacce alla tenuta della maggioranza di governo. Non è servito neanche il “quadro clinico” del Paese, con alcune situazioni di allarme sociale sempre irrisolte, tra tutte il pagamento della Cassa Integrazione – già esaurito – e la sempiterna tragedia degli esodati.

Nonostante tutto questo, le istituzioni vanno in vacanza per quasi un mese. Certo, consci della situazione, i maggiori rappresentanti si sono affannati ad assicurare all’opinione pubblica che le funzioni principali resteranno attive, ma è certo che le aule parlamentari, quantomeno, resteranno chiuse per oltre 20 giorni.


Una foga – quella di chiudere con la politica per qualche settimana – che ha portato a sconvolgere il calendario prefissato nei giorni scorsi, che avrebbe previsto anche l’esame di provvedimenti assai rilevanti, tra cui l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, le nuove norme sulla diffamazione e il disegno di legge per il contrasto all’omofobia, senza dimenticare il primo stralcio sulle riforme costituzionali, sulle quali – evidentemente – governo e maggioranza hanno capito di avere meno fretta rispetto agli annunci. Niente da fare, tutto rinviato a fine estate. E come tralasciare la riforma incompiuta per eccellenza, quella della legge elettorale, che, per pura fatalità, non è riuscita a ritagliarsi un posto prima di queste agognate ferie.

Vediamo, dunque quando torneranno al lavoro le istituzioni italiane dopo il break per le vacanze estive. Partiamo dalla Camera dei deputati, che, dopo l’approvazione del decreto del fare, resterà sigillata fino al 6 settembre, quando, presumibilmente, inizieranno le votazioni sul ddl riforme, che scade il 9. Due giorni in meno di vacanza per il Senato, che riaprirà il 4 con l’esame di alcune mozioni urgenti.

In ogni caso, il presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, si è precipitata a garantire che la Camera non chiuderà del tutto, poiché le Commissioni resteranno convocabili anche nel periodo di ferragosto.

Un po’ lo stesso atteggiamento mostrato dal premier Enrico Letta, il quale ha assicurato “il governo non va in vacanza”, precisando che lui e il vice Angelino Alfano si alterneranno nelle prossime settimane di riposo. Addirittura, ha annunciato il capo del governo, il prossimo Consiglio dei ministri si terrà venerdì 23 agosto, due settimane prima del ritorno ufficiale di deputati e senatori.

Tutto congelato – nonostante le temperature – anche sul fronte della berlusconeide giudiziaria: dopo la sentenza della Cassazione, tocca ora alla Giunta per le elezioni del Senato esaminare la possibilità di decadenza del leader Pdl in base alla legge Severino 2012. Anche qui, però, nessuna fretta: il caso verrà dibattuto i primi di settembre, al rientro dalle ferie, così come accadrà con l’audizione, dinanzi al Csm, del giudice della Suprema Corte Antonio Esposito, reo di essersi lasciato scappare qualche commento di troppo con un cronista del quotidiano Il Mattino  e ora sotto tiro dai media vicini all’ex premier. Insomma, la lotta continua, ma prima, i nostri rappresentanti preferiscono schiarirsi le idee con qualche giorno pardon, qualche settimana – di relax in riva al mare.


CONDIVIDI
Articolo precedenteDDL delega fiscale: novità su catasto e riscossione
Articolo successivoDecreto del fare: 30% di sconto sulle multe pagate in 5 giorni

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here