Nell’art.30 del decreto del Fare sono inserite le modifiche al testo unico in materi di edilizia; dunque gli interventi di demolizione e ricostruzione che determinano il cambiamento della sagoma dell’edificio preesistente (ad esclusione di quelli che hanno come oggetto immobili vincolati in base al codice dei beni culturali) saranno attuabili presentando una Scia, segnalazione certificata d’inizio attività.

In questo modo l’operatore cominciare i lavori il giorno successivo alla presentazione della segnalazione, salvo che l’immobile da demolire sia situato all’interno delle parti storiche degli insediamenti urbani, ossia le zone omogenee A. In quest’ultima circostanza, invece, sarà possibile presentare una Scia, ma bisognerà aspettare almeno 30 giorni per dare inizio ai lavori.

A conferma  della poca urgenza e del relativo bisogno dell’intervento normativo, l’esecutivo, nello stesso decreto, prima ha sospeso l’efficacia delle modifiche al dpr 380/2001 alla data di conversione del decreto, quindi ha ulteriormente posticipato l’efficacia della norma riguardante l’applicabilità della Scia agli interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili siti all’interno delle parti storiche degli insediamenti. A tal proposito è stata riconosciuta ai comuni la possibilità, da esercitare entro il 31 dicembre 2013, di selezionare le parti della zona A rispetto alle quali non sarà possibile procedere, con la Scia, per attuare interventi di demolizione e ricostruzione che determinano il cambiamento della sagoma dell’edificio preesistente.


E’ stato fissato, allo stesso tempo, che la norma in oggetto non riscontra, in ogni caso, applicazione per le zone omogenee A fino al 30 giugno 2014. Questa ennesima operazione di taglia e cuci del testo unico è stata condotta senza aver compiuto nessuna valutazione sull’effettivo impatto delle precedenti modifiche, che vanno calcolate in termini di titoli abilitativi richiesti, di autorizzazioni rilasciate e di interventi realizzati in base alle norme che si sono stratificate nel corso dell’ultimo quinquennio.

Inoltre è necessario rilevare che le modifiche nel dl  fare presentano almeno un problema applicativo. La mancata coincidenza fra il termine entro il quale i comuni possono circoscrivere la sfera di applicazione della norma, e quello fino al quale la disposizione non sarà efficace, sarà alla base delle questioni interpretative e dei contenziosi. E’ sufficiente pensare alla possibilità nella quale i comuni approveranno la delibera dopo il termine del 31 dicembre.

In questa circostanza,non è certo se la restrizione del campo di applicazione genererà o meno un effetto giuridico. Il legislatore non ha chiarito la questione e per questo motivo dovranno occuparsene i tribunali amministrativi che saranno chiamati a giudicare i contenziosi che si apriranno.


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3 COMMENTI

  1. Buongiorno.. mi chiamo Calogero, ho sentito dire che nel D.D.F. di Letta, sono stai inserite delle norme (almeno 3 ) sulle case mobili su ruote, nello specifico, che non necessitano di nessuna autorizzazione per la posa su un terreno di proprietà privata, rispettando le vecchie norme, cioè di non essere allacciate a nessuna rete tecnologica (fognaria,idrica,gas e luce) e di non contenere opere cementizie.

  2. Semplificazione? Ma qualcuno è al corrente di ciò che sta accadendo nel settore delle indagini in situ? Per i non addetti: le indagini preliminari e propedeutiche per le analisi e valutazione dei terreni di fondazione utili ai Geologi e di rimando ai Progettisti ingegneri architetti e geometri. Nel sito del Consiglio dei Lavori Pubblici c’è una lista di circa 60 imprese, le uniche, secondo la normativa italiana, in grado di poter eseguire i lavori di cui sopra!!! Nell’NTC 2008 DM 14 gennaio 2008 che disciplina il settore della progettazione di costruzioni civili industriali e pubbliche riporta esplicitamente che possono eseguire tali indagini soltanto le Imprese Certificate dla Ministero! Cioè esiste una volontà forte “lobbistica” di voler imbrigliare questo settore che ad oggi da lavoro a migliaia di persone! Comunque vari sono stati i ricorsi alla Circolare ministeriale 349 del 99 e ss per giunta vinti!!! Adesso siamo ad un momento tutto italiano di blocco burocratico:
    nei bandi pubblici richiedono questa certificazione alle imprese pena l’esclusione dal bando, alcuni geni civili richiedono questa certificazione nelle indagini presentate insieme alla rrelazione geologica, al progetto ed all’analisi strutturale, ma il Ministero mi scrive che ad oggi non rilascia certificazioni poiché è in attesa di una nuova circolare che disciplini la cosa!!!
    Ad oggi in Provincia di L’Aquila (territorio in parte colpito dal sisma del 6 aprile 2009) sta accadendo che molti progetti vengono bloccati per questi motivi.
    Parliamo di semplificazione e sviluppo?
    Chi sa darmi delle spiegazioni a ciò che sta ccadendo?
    E’ possibile che molte cose tra cui questa passi in sordina?

  3. CIAO STO CERCANDO DI REALIZZARE UNA CASA FAMIGLIA PER ANZIANI
    PER UNA VARIANTE IN CORSO DOPERA IL TECNICO COMUNALE MI A BLOCCATO
    UN LAVORO CHE CI SONO 25 POSTI DI LAVORO PERCHè NON O PRESENTATO
    LA DOMANTA DI VARIANTE CON LA STESSA CUBATURA DOVREI PRIMA DEMOLIRE
    DOPO PRESENTARE LA VARIANTE E DOPO RIFARE TUTTO MI SEMBRA UNA
    FESSERIA CHE DEVO DEMOLIRE UNA COSA CHE DOPO DEVO RIFARE SONO TRE ANNI CHE STO FERMO PER QUESTO MOTIVO QUESTO è IL MIO N.3349692481..
    DISTINTI SALUTI

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