Arrivano conferme sul decreto del ministro D’Alia per i concorsi riservati ai precari della pubblica amministrazione. Dopo le prime indiscrezioni, che parlavano di un provvedimento in via di stesura al Ministero della Funzione Pubblica, iniziano a delinearsi i profili del testo che verrà portato, presumibilmente, in Consiglio dei ministri già domani, per essere convertito in Parlamento dopo la pausa estiva.

Come si vociferava, allora, nei bandi si partirà dalla dotazione minima del 50% di dipendenti della pubblica amministrazione, assunti con contratti a termine e sottoposti alla proroga dello scorso maggio. Per questi, però, ci sarà spazio anche dopo il termine del 31 dicembre 2015, data limite entro cui verranno indette ricerche di personale rivolte in maniera esclusiva agli atipici della PA. Resta, comunque, il fatto che, entro quella stessa data, gli enti saranno vincolati a pescare i nuovi assunti dalle graduatorie in vigore, tra vincitori e idonei.

I principali interessati saranno, in prima analisi, coloro che abbiano svolto almeno tre anni di precariato negli ultimi cinque solari. Dunque, la maggioranza dei precari che hanno vissuto i periodi delle proroghe della validità dei loro contratti – già allungati lo scorso anno – sarà coinvolta nella misura in arrivo col decreto. In tutto, si tratta di una popolazione di oltre 300mila lavoratori senza stabilità, di cui la fetta sicuramente più importante riguarda la scuola, dove, però, gran parte dei docenti in attesa operano come supplenti in altri istituti. Per la PA, invece, a sfruttare la possibilità di contratti atipici sono soprattutto gli enti locali, con il loro esercito di 60mila contratti a termine.


In ogni caso, pare che i concorsi ad hoc siano rivolti anche a chi abbia svolto un periodo di attività sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa o a contratto di somministrazione lavoro.

A scandire le tempistiche entro cui i concorsi verranno indetti e realizzati, saranno i piani di programmazione triennale che ogni ente è chiamato a redigere tenendo sempre presenti i limiti imposti dal patto di stabilità per le amministrazioni.

In linea generale, resterà valido il principio secondo cui quelle amministrazioni che hanno una spesa per il personale inferiore al 50% delle uscite correnti, saranno autorizzate a incamerare nuove assunzioni con contratti anche a tempo indeterminato purché non venga oltrepassato il limite del 40% relativa alle interruzioni di collaborazione nei 12 mesi precedenti per il 2014, poi del 50% nel 2015 e del 100% l’anno successivo.

Tra le altre novità che potrebbero trovare spazio nel decreto, si parla anche di agevolazioni burocratiche per le procedure di mobilità e, in aggiunta, di aumento delle risorse per gli uffici giudiziari. 

 


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